Whisper of the Heart: “I sussurri del cuore”
12/01/2011

Dallo Studio Ghibli, ecco un’altra piccola perla d’animazione che fa della semplicità il suo pregio più grande. Sceneggiato da Hayao Miyazaki e diretto dal defunto Yoshifumi Kondo, “Mimi wo Sumaseba” è una bella storia sentimentale e un po’ fiabesca, dall’atmosfera tranquilla e romantica, caratteristica tipica dei film Ghibli, e ben realizzata (la grafica è sempre di alto livello). Uscito nel 1995.

Ancora una volta assistiamo ad una vicenda di crescita, anche se in questo caso è meglio dire “presa di coscienza”, quella che la protagonista Shizuku fa dopo aver conosciuto Seiji, quando comprende che bisogna saper sfruttare il proprio talento e guardare al futuro, ma senza perdere di vista le cose presenti. È un film adatto anche ai bambini, ma non perde mai maturità e coerenza, regalandoci un risultato poetico ed affascinante. Il tema principale della colonna sonora è “Country Roads” di John Denver, splendidamente riarrangiata.

Con quest’opera semplice ma profonda, si vuole sottolineare  il passaggio dall’età adolescenziale a quell’adulta, non solo affrontando il tema dell’amore ma anche il modo di rapportarsi agli altri. Tutto questo esprimendolo in maniera poetica e divertente allo stesso tempo, con ritmi spensierati, delicati e vitali.

Yoshifumi Kondo, sarebbe dovuto succedere al Maestro Miyazaki alla guida dello Studio Ghibli. Ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che lo Studio è stato la fucina di alcuni dei migliori registi d’animazione di tutti i tempi.
Whisper of the Heart è il primo e finora unico anime dello Studio Ghibli tratto da uno shôjo manga (l’omonimo splendido “Mimi o sumaseba” di Aoi Hiiragi), un inno alla poesia del quotidiano, ai sogni e alla fantasia. E il tutto si conclude con un finale delicatissimo, non spettacolare né chiassoso, ma che forse proprio per questo riesce a toccare corde più profonde.

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Kiki consegne a domicilio
30/07/2010

Kiki consegne a domicilio (魔女の宅急便, Majo no takkyūbin) è un film d’animazione giapponese del 1989 diretto da Hayao Miyazaki, tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kodono.

La trama è semplice e lineare: una giovane strega quando raggiunge i 13 anni deve abbandonare la famiglia per vivere per un anno in una diversa città e diventare indipendente. Un rito di passaggio che non mancherà di lasciare diversi spunti di riflessione in chi si godrà questa bella pellicola.

Ciò che colpisce è la capacità del regista, il maestro Miyazaki, di raccontare una favola semplice e dai buoni sentimenti, prendendo le distantze da schemi classici come la fondamentale presenza di un cattivo. Nella pellicola capita di trovare personaggi che ispirano antipatia, ma che sono naturalmente calati in un contesto sociale cittadino e non subiscono neanche una voluta o troppo accentuata stereotipazione. Gli stessi ostacoli al successo della protagonista non sono altro che le tappe del difficile passaggio dall’infanzia alla maturità, di cui tutto il film è fondamentalmente una metafora.

L’amicizia, l’amore, l’essere invece che l’apparire, trovano tutti posto delicatamente in quest’opera. Molto consigliata la visione anche ai bambini.
I disegni sono ovviamente molto colorati e curati e sottolineano la bravura dello Studio Ghibli e dei suoi due titolari.

Una Tomba per le Lucciole (Hotaru no haka)
26/05/2010

Un film crudo. Un pugno nello stomaco. Un piccolo capolavoro. Non per bambini.
L’orrore della guerra e la forza della disperazione contro la fame, la solitudine, l’indifferenza.

Triste e splendido nel saper esprimere dolore e dolcezza.
Il tocco delicato del maestro Isao Takahata, il co-fondatore meno noto di Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, si fa sentire in quest’opera del 1988 tratta dall’omonimo romanzo semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka.

Non viene dato scampo allo spettatore, non vi è speranza. Il finale viene presentato subito e tutto il film risulta essere un flashback che porta inevitabilmente alla consapevolezza di un assoluta assenza di lieto fine.  Il giappone della Seconda Guerra mondiale rivive così, attraverso gli occhi dei due giovani protagonisti, rimasti orfani.

Le lucciole sono metaforicamente l’unica luce gioiosa nella notte senza fine di un esistenza straziata.
Perchè le lucciole muoiono così presto?” chiede la piccola Setsuko al fratello Seita.
Perché sono così brevi anche se intensi i momenti di felicità?

La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi)
26/02/2010

La città Incantata è un film d’animazione giapponese del 2001 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, prodotto dallo Studio Ghibli.

Realizzato con un budget elevato, il film presenta l’altissima qualità tecnica consueta dello Studio Ghibli, ed ha vinto numerosi e prestigiosi premi: in patria è stato decretato miglior film dell’anno e, approdato al Festival di Berlino 2002, è stato insignito con un sorprendente Orso d’Oro (ex aequo con Bloody Sunday); ha ricevuto diversi premi della critica negli USA e l’Oscar per il “miglior film d’animazione” nel 2003 (è stato il primo anime a ricevere un tale riconoscimento).

Salta all’occhio come vi siano forti analogie tra questa storia e il celebre “Alice nel paese delle meraviglie”.
Tuttavia, Chihiro la protagonista, entra si in un mondo fantastico popolato da strani e caricaturali personaggi che si rifanno alla cultura giapponese, ma ne esce come risultato di un percorso di crescita, di responsabilizzazione. Entra bambina, ne esce donna.
La strega che governa quel luogo le ruba il nome… ed è proprio il ritrovarlo, metafora del trovare se stessi e la propria strada, che la porta a “fiorire”, a rivelare la semplicità d’animo, il coraggio, l’amicizia, l’amore, ma soprattutto la forza dell’altruismo che la rendono tanto forte da salvare se stessa e le persone a lei care.

Chihiro scoprirà come individuare l’invisibile confine tra bene e male, riconoscendo che in fondo anche i personaggi più odiosi rivelano una sensibilità, anche se solo sussurrata, da non trascurare.

Ma il film presenta bel più di un allegoria:
Lo spirito senza volto, simbolo della societa’ attuale, ingorda e priva di scrupoli, convinta che tutto si possa acquistare con il denaro, oppure lo spirito del fiume, reso nauseabondo ed inavvicinabile a causa dello sconsiderato inquinamento.
Miyazaki è sinonimo di poesia, non si puo’ non rimanere affascinati dai suoi lavori e dalla sua capacita’ di esprimere messaggi notevolmente profondi attraverso film che in apparenza possono apparire destinati ad un pubblico molto giovane, ma che ad un esame approfondito ,si nota quanto siano pregni di messaggi importanti e nobili.

Nota:
Il film è liberamente ispirato al romanzo “Il meraviglioso paese oltre la nebbia” della scrittrice Kashiwaba Sachiko pubblicato in Italia da Kappa Edizioni.

Per chi volesse vederlo in streaming:
http://filmol.in/film-animazione/la-citt-incantata/