12 diverse tipologie di sesso
12/09/2014

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Quanti tipi di sesso esistono? Difficile darne una catalogazione, nel senso che ciascuno di noi attribuisce evidentemente valori e significati diversi ai rapporti che intrattiene nel corso della vita. È giusto così: non si può etichettare ogni aspetto della propria emotività e della propria fisicità.

È pur vero che esistono degli aspetti comuni. E certo quella tentata da Tammy Bleck sull’Huffington Post Usa è una delle più divertenti ma anche convincenti. Sembra cioè poter raccogliere con grande saggezza ogni sfumatura: dal sesso della prima volta a quello legato a una nuova relazione passando per l’epica legata al vero amore fino alle usuali e diffusissime corna e al recente boom del sesso di gruppo o sadomaso.

In fondo l’atto sessuale è sempre lo stesso: ciò che muta è il contesto, l’età dei protagonisti, la situazione psicologica ma anche, come dire, fisica. Insomma, è una grande variazione su un paradigma per forza di cose elementare. Ecco perché in fondo non è difficile fermarsi un attimo a pensare che, di quelle 12 categorie stilate da Bleck, probabilmente ne abbiamo vissute più d’una. Senza magari rendercene conto fino in fondo.

Il sesso della prima volta
Complicato, goffo, spesso poco soddisfacente, spiega Bleck. “Di solito il pensiero è più gratificante dell’atto pratico”. Non è sempre così ma certo è una storia piuttosto comune, quella di un ricordo non esattamente esaltante.

Il sesso occasionale
Fa bene o fa male? Chissà, gli studiosi si dividono. Comunque sia, per la commentatrice dell’Huffington Post non c’è da aspettarsi grande soddisfazione dalla famosa avventura di una sola notte. Insomma, la leggenda la avrebbe incensata troppo. Anche in questo caso, però, non è affatto detto…

Il sesso dei novizi
Novizi nel senso di nuova coppia. È il rapporto di chi deve conoscersi, capire bisogni e preferenze dell’altro e come procurare o procurarsi piacere. “È la fase in cui le donne continuano a indossare l’intimo e si depilano spesso mentre i maschi si spruzzano di costosissima colonia” racconta Bleck.

Il sesso del vero amore
Spesso, racconta Bleck, si confonde col precedente. Ma non ha molto a che vedere col sesso dei partner novizi. Si tratta del tipo di rapporto più complesso da trovare e che garantisce la massima emozione. Anche e soprattutto oltre le coperte.

Il sesso pigro
Qual è? Facile. Arriva un po’ dopo quello epico, di solito, “e dovrebbe essere identificato e sconfitto prima possibile”. In effetti, rischia di far scoppiare la coppia: basti pensare che nel 52% dei casi la donna cerca nuove esperienze proprio a causa sua. Meglio niente e un po’ di sano confronto, forse.

Il sesso delle corna
Come in molti hanno sperimentato, può essere bollente e molto coinvolgente. Oltre che responsabile della fine di molte storie. Ecco perché è forse il più pericoloso. Ma anche, a tratti, clamorosamente coinvolgente.

Il sesso per fare pace
Quando la finiamo? Ecco, è quel tipo di sesso lì, che arriva dopo una clamorosa discussione o un’altrettanto epica litigata. “Di solito è sincero, tenero e passionale” racconta Bleck. Ed è seguito da infinite chiacchierate in cui ci si ripromette di non litigare mai più. Fino alla prossima volta, ovviamente.

Il sesso obbligato
Che non è quello noioso. Piuttosto, è il rapporto cui un partner in qualche modo si rende disponibile per dire un grazie. Perché, insomma, ci si sente in qualche modo in obbligo verso l’altro o l’altra. Non è il massimo, è vero. Ma c’è di peggio a questo mondo.

Il sesso quando i bambini non ci sono
Di solito è selvaggio, rumoroso, ovunque. Nel senso che inizia in salotto e si trascina per tutta la casa. È il tipo di sesso che si fa quando i bambini sono al mare dai nonni e la coppia riscopre un’intimità sempre più rara. Benedetto.

L’autoerotismo
In fondo, è il sesso in solitaria. Facile, nell’immediato mediamente soddisfacente ma, come dire, senza profondità. Spesso meccanico ma dai mediocri risultati garantiti. Forse migliore di tanti altri tipi di sesso elencati in precedenza.

Il sesso di gruppo
A tre, ovviamente. Ma, per molti, il gruppo è anche più folto. È il sesso che esplode la coppia e sul quale, ovviamente, ciascuno ha le sue personalissime posizioni. Per molti è tabù, per altri un’esperienza da provare, per altri ancora la regola.

Il sesso sadomaso
Idem. Al di là delle mode degli ultimi anni (50 sfumature e compagnia) l’introduzione degli oggetti e di una mediazione spesso più psicologica che altro può intrigare molti. In fondo, si sta diffondendo molto in seguito alla crisi dei generi e al ribaltamento dei ruoli fra maschi e femmine.

Fonte: Vanity Fair

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La proposta sessuale come esperimento sociale
01/08/2013

 




Una giovane e bella ragazza si rivolge a degli uomini in strada, scelti a caso, chiedendo: “Vuoi fare sesso con me?”. E le risposte non sono sempre quelle che ci si aspetta. E’ il video burla di “Whatever“, utente californiano di Youtube, che si è divertito a studiare le reazioni delle persone, L’esperimento è stato fatto sia sugli uomini che sulle donne.

Su 14 uomini, sette hanno accettato, gli altri hanno risposto nei modi più bizzarri, come quello che, indignato, ha chiamato la polizia o quello che, dopo aver attaccato il telefono a mamma, rifiuta con gentilezza. Più sfortunato il ragazzo (nessuna ha detto si), che se l’è vista brutta con donne arrabbiate, tra cui una che gli ha rovesciato addosso una bibita. I due video in totale hanno realizzato più di 5 milioni di visualizzazioni.

 La riflessioni sono tante: come mai le donne sono così represse sessualmente? (con le dovute eccezioni naturalmente: se l’esperimento fosse stato eseguito in qualche isola dell’oceania le cose sarebbero andate diversamente). Certamente la risposta è da trovare nella società e nelle regole legate all’educazione che impone un modello “sesso = peccato”, tipicamente cattolico.

Da un punto di vista Darwiniano, ossia di psicologia evolutiva l’esperimento da i risultati attesi. La richiesta esplicita viola il rituale del corteggiamento che consente a maschi/femmine di selezionarsi a vicenda e quindi non funziona. Le risposte degli uomini sono comunque da aspettarsi più frequentemente positive in quanto il casual sex consente comunque un vantaggio riproduttivo. Per una donna la risposta è da aspettarsi praticamente nel 100% dei casi negativa in quanto il rischio di gravidanza a seguito di un incontro di sesso casuale senza avere selezionato il partner è troppo alto. Il tutto inconsciamente e anche se ci mettete tutta la consapevolezza dei mezzi di contraccezione, il femminismo, tutta la cultura degli ultimi 2000 anni il comportamento evolutivo stabile è questo.

Ci sono sicuramente molti altri fattori che intervengono nella reazione femminile e maschile e certamente il video è più un “gioco” che non un vero esperimento scientifico, ma varrebbe certamente la pena approfondirlo.

 

 

L’amore ai tempi di Internet
09/09/2010

Viviamo un’epoca di cambiamenti sociali e relazionali, per lo più promossi dalle nuove tecnologie comunicative che hanno aperto scenari e possibilità prima inesistenti. La nostra è una generazione che per sviluppare un rapporto interpersonale di tipo sentimentale usava fondamentalmente la presenza fisica, il telefono e le classiche lettere.
Oggi le cose sono cambiate, i canali sono aumentati: SMS, Email, Blog, Forum, Social Network, chat ecc ecc hanno dato la possibilità alle persone di esprimersi in maniera più variegata e di poter utilizzare lo strumento che più si confà al nostro carattere o alla situazione.

Sono così nate molte relazioni, che potremmo definire da un punto di vista classico, non convenzionali. Ma la riflessione di oggi non è sulla natura, la stabilità o le caratteristiche di queste relazioni, bensì su come queste vengono percepite da chi, come noi, ha vissuto l’evoluzione, ha visto i due mondi e, direttamente o indirettamente, emette un giudizio.

Traci L. Anderson del Dipartimento di Comunicazione della Bryant University nel Rhode Island si è posta scientificamente la domanda, ovvero ha cercato di definire i parametri che definiscono le basi da cui nasce il favore o lo sfavore verso questo genere di relazioni.

a) l’affinità con internet ( il grado con cui una persona si sente “vicina” alla rete,  le attribuisce valore e importanza)

b) il tempo speso su internet (ore per settimana)

c) le credenze romantiche (quel sistema di opinioni e credenze centrato su alcuni  “ideali” di come una relazione intima si instaura e funziona, ad esempio “il grande amore si incontra una sola volta nella vita” oppure “l’amore è eterno”)

d) la percezione di realismo (il grado con cui le persone credono che quello che leggono, vedono o sperimentano in un ambiente mediatico sia rappresentativo della vita reale).

Allo studio hanno partecipanto 177 soggetti mai coinvolti personalmente in una web-relazione di nessun genere.

Cosa è emerso?
E’ apparso subito evidente che tanto più le persone intervistate avevano un’affinità con la rete e tanto più spendevano il loro tempo in relazione ad essa, tanto la loro opinione sulle relazioni web-based risultava positiva.

Per ciò che concerne il terzo parametro (le credenze e la complementarietà agli stereotipi classici della relazione romantica) è stato rilevato che più i soggetti presentavano aderenza a quei modelli, più il loro giudizio appariva sfavorevole. Il motivo è da ricercarsi probabilmente nel fatto che tali individui sono portati a idealizzare forme più “convenzionali” e tradizionali di amore, e a ritenere di assoluta importanza il desiderio sessuale .
La relazione on line risulterebbe per questi soggetti inconcepibile perché contraria a uno standard idealizzato e per la convinzione che un’attrazione sessuale non possa essere esperita con qualcuno che non si è mai conosciuto di persona.

Per ciò che concerne il quarto parametro ci si aspettava che soggetti che credono che ciò che si esprime nella rete (idee, contenuti ecc ecc) siano reali o quantomeno realistici avessero maggior favore ed accettazione nei confronti delle relazioni sentimentali on line. Invece pare non sia così. Non c’è sovrapponibilità tra ciò che è considerato “vero” e ciò che è considerato “buono” (ovvero posso credere che la rete rispecchi perfettamente la realtà ma continuare a non considerare cosa buona le relazioni che nascono tramite essa)

Il risultato finale, a prescindere dai parametri sopracitati, è stato che buona parte dei partecipanti ha giudicato questo tipo di relazioni negativo e sfavorevole.

Paura del nuovo e di ciò che non si conosce? Necessità di aderire agli schemi classici con i quali siamo cresciuti e che ci danno sicurezza? Mass Media che presentano spesso queste relazioni come potenzialmente pericolose? Probabilmente sono molti i fattori che interagiscono per determinare la poca convinzione sulla bontà di queste relazioni. Alle prossime generazioni, l’ardua sentenza!