Aoi Hana (“Sweet Blue Flowers”)
21/01/2010

aoi hana

Ancora una volta mi trovo a recensire un anime che non vedremo in Italia.

Aoi Hana è una storia del genere shōjo-ai, ovvero sentimentale-emotivo tra due ragazze. La censura italiana giudicherebbe pericoloso, fuorviante e plagiante far vedere alla nostra gioventù un animazione nel quale si parla esplicitamente di amore lesbico. In giappone, invece, non solo questo genere di pubblicazioni (anche questo anime è una trasposizione fedele del relativo manga) sono molto apprezzate, ma hanno anche tutta una serie di sotto generi “Yuri” (il cui significato letterale è giglio ed è il modo con cui un giapponese chiama una lesbica):

1) shounen yuri” (scritto da uomini per uomini);
2)shoujo yuri” (scritto da donne per donne)
3)yuri” (scritto da lesbiche per lesbiche).

Ma tutti questi sottogeneri sono comunque sempre yuri. In definitiva, è yuri ogni storia con donne innamorate di (o che provano attrazione sessuale verso) altre donne.

Fatta questa premessa, parliamo dell’anime.
Aoi Hana si presenta come una storia molto dolce e romantica, mai volgare, sul filo emotivo dei sentimenti che le protagoniste provano, scoprono, vedono crescere e talvolta congelarsi nell’evolversi delle relazioni.
Ma soprattutto è una storia che racconta di amicizia e di accettazione. Un mondo ideale dove al massimo c’è sorpresa ma mai pregiudizio, con personaggi in bilico tra i classici stereotipi e una realistica espressione di vita quotidiana.

Cosa faresti se ti dicessi che mi sono innamorata di una ragazza e non di un ragazzo” chiede una delle studentesse alla sua amica.
Farei comunque il tifo per te” risponde l’altra.

Questo è il messaggio scritto tra le righe.

Tuttavia verrebbe da pensare che la società giapponese sotto questo aspetto sia decisamente più avanti della nostra.
Ebbene non è così. L’attrazione per persone dello stesso sesso, soprattutto nell’età adolescenziale è ritenuta naturale in Giappone, più che in Occidente. L’infatuazione, lo scambio di doni, il confondere l’ammirazione per una persona più grande che assume il ruolo di idolo per qualcosa di diverso, e per concludere addirittura baci (soprattutto fra le ragazze) e carezze sono considerate norma nella vita scolastica dei giapponesi.
Nell’età adulta però è considerato necessario e opportuno che ci si identifichi sessualmente e si prenda il proprio posto nella società, il che rende gli omosessuali oggetto di pregidiuzio e diffidenza proprio come in occidente.

Per chi volesse vedere gli 11 episodi:

http://www.jigoku.it/anime-streaming/aoi-hana/1349/episodio-1/#

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Libertà e Amore
20/01/2010

Libertà e Amore sono comunemente considerati termini antitetici e inconciliabili.
Occupano lo stesso spazio e non può esserci l’aumento di volume di uno senza il restringimento dell’altro.
Non solo, colui che si innamora si ritrova doppiamente incatenato: la prima volta perché perde se stesso e la propria autonomia psicologica, la seconda perché il suo desiderio primario, unico e alienante, diventa il possesso dell’altro.

Non è un caso che “innamorarsi” si esprima nella lingua francese con tomber amoureux e nell’inglese to fall in love Il concetto di caduta non è positivo. I “caduti” in guerra.

Ho scelto di iniziare questa riflessione con queste affermazioni perché le ritengo sostanzialmente vere, ma estremamente riduttive.
L’amore, come qualsiasi altro sentimento, ma forse per la sua natura più di altri, si può esprimere in una scala qualitativa assai variegata e intimamente legata al grado evoluttivo di chi lo genera.

Il più basso livello d’amore è quello egoistico, dipendente, oppressivo e possessivo, soffocante e cieco.
Il più alto è quello che quasi come un anelito di infinito si presenta indipendente, privo di legame, assoluto e che non nasce da un “do ut des” ma vive di vita propria e non si aspetta nulla dall’altro. Un amore maturo.

Ma come possono persone nevrotiche, infelici, ignoranti, egoiste, addormentate, produrre un sentimento di quest’ultimo tipo?
Ecco che appare quindi evidente come la capacità di amare sia naturale espressione della propria interiorità.

Ed ecco che alla luce di queste considerazioni si possono comprendere le parole di Osho sull’amore:

“Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore.
Deve trattarsi di altro, poichè amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos’altro in nome dell’amore”.