500 giorni insieme (500 days of Summer)
15/05/2013

500-Days-of-Summer

Se siete della mia generazione quando pensate ad un film d’amore (e non intendo quei mappazzoni tragico-romantici come Sweet November con Keanu Reeves) forse vi può venire in mente “Harry ti presento Sally”. Non è un film d’amore, ma un film che parla dell’amore.

Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile“. (Harry)

Il regista Marc Webb, al suo primo lungometraggio, ci prova: vuole fare qualcosa di semplice, di originale ed estroverso. Raccontare una storia lineare, come tante, in maniera spezzata e discontinua, privilegiando continui salti temporali avanti e indietro e focalizzando i momenti di passione, di gioia, di futuro, di dolore, di abbandono, di fine che quasi ogni storia intimamente ha.

Lo smarrimento amoroso del protagonista è qualcosa che tutti noi conosciamo, ci appartiene. Ma esso non è fine a se stesso: è la chiave di lettura di un cambiamento interiore. E’ quella spinta a guardare il mondo da una nuova prospettiva. Da qui l’azzeccato incipit della narrazione:

Questa è la storia di un ragazzo che incontra una ragazza. Ma mettiamo subito le cose in chiaro: questa non è una storia d’amore

 In sintesi, “500 giorni insieme” è un film gradevole e fantasioso. Mai scontato nelle tematiche che tratta, soprattutto grazie ad espedienti registici scelti con cura e coerenti con lo stile fresco dell’opera. Basti pensare alla scena Musical sulle note di “You Make my Dream come True” di Hall & Oates

E’ solo una commedia, intendiamoci, ma che trattando un tema abusato e banale nella cinematografia, come può essere l’amore, lo fa con brio e partecipazione, con originalità e trasporto. Senza il timore di essere ridicolo, come solo un uomo innamorato può essere.

 

 

 

 

 

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Nessuno scrive al colonnello
06/01/2011

Breve Recensione
Considerata la prosa più riuscita ed equilibrata – per ritmo e misura, per densità e asciuttezza di stile – del Gabriel Garcìa Màrquez prima maniera, Nessuno scrive al colonnello costituisce un prezioso tassello di quel ciclo di Macondo che troverà la sua grande sintesi in Cent’anni di solitudine. Il vecchio militare in attesa da quindici anni di una pensione che non arriva mai, e che sacrifica perfino i magri pasti per allevare un gallo da combattimento da cui si aspetta scommesse e guadagni, appartiene alla galleria di ritratti maschili di cui è ricco l’universo di Macondo. La sua semplicità ne fa uno tra i personaggi più riusciti dello scrittore.

Il colonnello è un personaggio che riesce a passare al lettore, quasi per osmosi dalle pagine del libro, la sua cocciuta personalità, la sua speranza infinita, la sua forza e la sua debolezza. Un uomo distrutto a cui la vita toglie tutto: il figlio, la dignità che sarebbe sua di diritto, ma non la possibilità di illudersi. E nonostante tutto è un uomo d’acciaio. Uno di quelli che non può fare nulla per cambiare le cose ma che a quelle cose non si piega.

La sua risposta, nel finale del libro, alla moglie disperata che chiede come sopravviveranno, cosa mangeranno, è l’assoluto riassunto di una vita. Il capolavoro concentrato in una sola parola.

Lettura breve e consigliata.

 

 

Summer Wars
01/10/2010

Summer Wars (サマーウォーズ) è un film anime fantascientifico del 2009 prodotto dallo studio giapponese Madhouse e diretto da Mamoru Hosoda (“la ragazza che saltava nel tempo”).

Il film è uscito nelle sale giapponesi il 29 luglio 2009. Ha ottenuto la nomina al Golden Leopard al Locarno International Film Festival del 2009, ed è stato premiato come migliore film d’animazione al Mainichi Film Concours ed ai Japanese Academy Awards del 2010.

La trama parte da un contesto abbastanza realistico:
OZ,  social network di enormi proporzioni con oltre 1 miliardo di iscritti.
Da questo mondo virtuale è possibile fare qualsiasi tipo di operazione nel mondo reale. Al suo interno si può fare qualsiasi cosa, dal passatempo al lavoro professionale, tanto che si può dire che la vita di tutti i giorni dipenda dai meccanismi di quello che è più di una semplice proeizione futura di Facebook.

La storia verte sullo studente delle superiori Kenji Koiso, un mago in matematica, con problemi di socializzazione. Spende la maggior parte del suo tempo nella realtà virtuale. All’inizio delle vacanze estive gli viene offerto un lavoro da Natsuki, la ragazza più popolare della scuola; quest’ultima infatti, spiega che vorrebbe una mano a celebrare il novantesimo compleanno della nonna. Sebbene Kenji non conosca esattamente i dettagli del piano, accetta la proposta e parte con la compagna.

Senza approfondire esageratamente la storia e finire a fare spoiler, si può dire che l’opera è fondamentalmente corale. Il vero protagonista è l’insieme dei personaggi che compongo l’enorme famiglia di Natsuki e le relazioni che tra essi esistono. Individui diversi che mantengono un legame profondo con la propria identità familiare rappresentata dalla “Matrona” nonna.

La scopertà di questa potente identità familiare porterà Kenji ad uscire dal suo contesto solitario e a scendere in campo contro il “pericolo” che sta sorgendo su OZ.

Ma al di là delle implicazioni familiari e di quel sentimento di appartenenza che il regista vuole sottolineare, c’è anche una profonda riflessione sulla realtà virtuale e sui social network. Vengono mostrate entrambe le facce di un sistema tanto stupefacente quanto pericoloso (probabile futura evoluzione dei sistemi oggi esistenti). Uno strumento tanto potente che  innegabilmente può presentare dei possibili risvolti negativi.

Il vero messaggio di Summer Wars sta qui, ossia nella doppia anima della tecnologia, in grado di realizzare prodigi favolosi, come anche di essere temibile se sfruttata male.

Una tecnologia che, priva di scrupoli e controllo, può produrre eventi disastrosi; ma che se calata in un contesto di regole morali, impegno sociale, responsabilità e saggezza, non può che far emergere tutte le sue positive qualità.

E’ possibile trovarlo in streaming su Megaupload o su torrent.

Time of Eve
09/01/2010

http://www.mtv.it/tv/cartoni/timeofeve/index.asp

Time of Eve” è un original net anime in  6 episodi prodotto da Studio Rikka e DIRECTIONS.

Trama
In un futuro non troppo lontano gli androidi sono entrati nell’uso comune di tutti i giorni. Gli esseri umani li trattano come se fossero dei normali esseri viventi ma alcune persone sono attratte dagli androidi a causa della loro aspetto umano (salvo per un anello digitale galleggiante sopra le loro teste). Questo è diventato un problema sociale e infatti una campagna pubblicitaria è stata indetta per promuovere stili di vita naturali e non dipendenti dagli androidi. La campagna sta guadagnando trazione, nonostante il pubblico benefici della robotica.

Rikuo, a cui è stato insegnato di diffidare dai robot già dalla scuola dell’infanzia, un giorno scopre che Sammy, il suo androide casalingo, agisce in modo indipendente e non seguendo gli ordini che egli le dice. Egli trova una strana frase registrata nella sua attività di log, “Are you enjoying the Time of Eve?” (Trad: “Stai godendo il Tempo di Eva?”). Egli, insieme con il suo amico Masaki, segue i movimenti di Sammy e trova un insolito cafè, “Il tempo di Eve”. Nagi, la cameriera, li informa che nel caffè la regola principale è quella di non fare discriminazioni tra gli esseri umani e gli androidi.

Commento Personale
L’anime si sviluppa intorno ad una tematica sociale che trae spunto, tra le altre cose, dalle opere di Asimov. Il contrasto interiore dei protagonisti nell’approcciarsi a macchine che sia per il loro aspetto sia per la loro evoluta Intelligenza Artificiale sono sempre più definibili come individui è una problematica con la quale, se non i nostri figli, forse i nostri nipoti dovranno scontrarsi. Cos’è l’intelligenza? cos’è la vita? cosa l’individualità? domande che traspaiono tra le righe di un ottimo prodotto che può far riflettere.

Consigliata la visione a tutti, direttamente in streaming dal sito di MTV (sottotitolato in italiano).