La libertà di pensiero – Parte seconda
09/07/2012

Sviluppare questa capacità non è semplice. E’ necessario lottare contro tutte le nostre convinzioni per capire quanto esse non siano davvero “nostre”, ma frutto della società in cui viviamo, dei media, della famiglia, della religione…Ecco alcuni punti su cui riflettere:

Diffidare dei luoghi comuni
Capita spesso di assistere, in piccoli e in grandi gruppi sociali, a vere e proprie epidemie di stupidaggini che finiscono poi con l’essere confuse con la realtà. La pigrizia mentale è il terreno fertile sul quale attecchiscono informazioni fasulle, superficiali, tendenziose, messe in circolazione per malafede, per caso o per sbaglio.

Riconoscere i pregiudizi 
Abbiamo tutti idee che non sappiamo di avere e in cui, magari, non ci riconosciamo neppure. Le abbiamo assorbite con l’educazione, attraverso i media e la vita sociale. E’ normale che questo succeda, ma è importante accorgersi di quando emergono questo tipo di pensieri, per non lasciarsi guidare “alla cieca” da direttive formulate da altri.

Non generalizzare
La realtà è moto più varia e complessa di quanto ogni banalizzazione vorrebbe far sembrare. Guardare il mondo attraverso schemi generali adattabili a ogni situazione non permetterà mai di cogliere l’unicità di ogni singolo istante e di offrire una risposta ogni volta nuova e opportuna.

Riflettere prima di agire
Non è una cattiva idea quella di contare fino a dieci prima di rispondere a un forte stimolo emotivo. “Agire” e non “reagire” è la parola d’ordine per non essere schiavi dei propri impulsi, ma per dirigere consapevolmente le proprie energie nella direzione veramente desiderata.

Superare i timori ingiustificati
Anche le emozioni vengono associate a esperienze del passato. Con uno sforzo di volontà per mettersi alla prova nei confronti di timori ingiustificati è possibile instaurare un diverso tipo di associazione tra qualche cosa che nel passato abbiamo temuto e nel presente possiamo anche trovare innocuo o addirittura piacevole.

Vivere il presente
Sviluppare libertà di giudizio e d’azione permette di ricollegare la propria esperienza all’istante presente, diventando capaci di apprezzare e assaporare quanto la vita propone e aprendosi a emozioni sempre nuove.

Avere fiducia nel futuro
Quando si diventa consapevoli della possibilità e della responsabilità individuali nei confronti della realtà circostante non si rischia di farsi abbattere dl senso di inutilità causata dal fatalismo e si possono investire le proprie energie per dare un contributo concreto alla costruzione di un futuro degno di essere vissuto.

[Tratto da un intervento di Marcella Danon]

Il Ladro di Lao Tzu
24/02/2011

“C’era un uomo che aveva perduto del denaro, e pensò che l’avesse rubato il figlio del suo vicino. Egli lo guardava e gli sembrava che il suo portamento fosse quello di un ladro, che la sua espressione fosse quella di un ladro, che tutti i suoi gesti ed i suoi movimenti assomigliassero a quelli di un ladro. Subito dopo egli ritrovò il suo denaro in una  canna da drenaggio di bambù. Guardò ancora il figlio del vicino e né i suoi movimenti né i suoi gesti erano più quelli di un ladro.”  ( Lao Tzu )

Questo racconto si può riassumere con il vecchio adagio: “Si vede solo quel che si vuol vedere”.

Ma la domanda interessante è: cosa si vuol vedere?
Da cosa è pilotato l’errato giudizio? dall’emotività?, dal pregiudizio? o da qualche altro schema mentale?

E’ indubbio che vi sia insito in qualche schema mentale legato al concetto di altro e di società il dover trovare un capro espiatorio. il denaro non può essere rubato e basta. Ci deve essere un ladro. Automaticamente questo ci porta a verificare le persone che ci circondano e usare gli schemi mentali che possediamo per valutare le probaiblità per ciascuno. In questo si inseriscono gli schemi legati al pregiudizio (leggere questo post al riguardo), nonché l’emotività, intesa come attivazione di recettori della realtà alla ricerca di elementi percettivi che ci segnalino comportamenti classificabili.

Ovviamente, come spesso succede, non sono gli schemi mentali che si appoggiano sul tavolo delle percezioni ricevute, ma il contrario. Gli schemi fanno da lente, da filtro alla nostra emotività veicolandola affinché il processo di valutazione raggiunga un risultato statisticamente accettabile e che, soprattutto, soddisfi gli stessi schemi utilizzati. In pratica lo schema genera un domanda viziata per ottenere la risposta che sottolinei il buon funzionamento di quello schema.

Rimane aperta quindi la domanda: quanto possiamo fidarci di noi stessi nel formulare un giudizio?

 

 

 

 


Pregiudizio sistemico
18/05/2010

Il termine “pregiudizio sistemico” è un neologismo  usato per descrivere un pregiudizio  che è endemico o inerente ad un sistema, specialmente un sistema umano.

Esiste una sostanziale differenza tra le parole sistemico e sistematico.
Il primo ha un accezione di non pianificazione e sorge naturalmente dal sistema stesso. Il secondo invece appare più come evento individuale che sorge come effetto delle dinamiche del sistema stesso.

Per capire cosa sia esattamente farò un esempio pratico:

Un concorso di poesia che è stato sempre vinto da uomini bianchi, sarebbe soggetto ad un ragionevole sospetto di pregiudizio, verificato che non ci sia  nessuna ragione inerente per cui gli uomini bianchi sarebbero poeti migliori. Un tale tipo di pregiudizio potrebbe essere deliberato o completamente inconscio.

Il concorso di poesia potrebbe avere una giuria composta da un insieme di vincitori passati: dopo tutto, chi meglio di qualcuno che ha già vinto potrebbe giudicare? Comunque, potrebbe essere che oltre a scegliere in base alle capacità poetiche, essi siano inclini a scegliere persone con cui condividono dei valori, sia riguardo alla poesia, che su altre materie, producendo così una serie continua di vincitori che sono poeti maschi bianchi.

In questo caso il pregiudizio potrebbe sorgere da una difesa conscia o inconscia di interessi di genere e razza, o semplicemente da un punto di vista condiviso; in entrambi i casi, ciò risulta in una rappresentazione pregiudizievole della realtà che stanno descrivendo in termini di qualità dei poeti e della poesia.

La Considerazione:

Questo stesso esempio è a sua volta prova di un pregiudizio sistemico, poiché presuppone che singoli individui ricadenti nella categoria “maschi bianchi” abbiano, tutti od in maniera preponderante, gli stessi valori e che questi non possano condividere con persone esterne i medesimi valori, in altre parole, mentre insinua una visione classista da parte dei giudici la assume, ma in senso opposto.

Il risultato:

Come si può notare, dunque, alcuni presunti pregiudizi possono essere individuati soltanto in base ad altri presunti pregiudizi.

Poiché il pregiudizio  è inerente nelle esperienze nelle relazioni delle persone nella loro vita quotidiana, non può essere eliminato con l’educazione o l’addestramento, ma la consapevolezza dei pregiudizi può essere migliorata, permettendo l’adozione di meccanismi di correzione compensanti.