Effetto del Falso Consenso
14/06/2010

“Siamo due persone intelligenti e informate, sappiamo discutere civilmente e sappiamo argomentare le nostre idee, usiamo coerentemente logica e dialettica e ci troviamo a parlare di un argomento le cui implicazioni sono palesi. Come è possibile che tu non raggiunga le mie stesse conclusioni? come puoi non pensarla come me?”

Ammettiamolo, tutti abbiamo fatto questo pensiero riguardo un interlocutore, magari amico, di cui abbiamo grande stima e rispetto ma di cui non condividiamo un’opinione. Cerchiamo di capire cosa succede facendo la conoscenza dell’Effetto del Falso Consenso

L’effetto del falso consenso è la tendenza a proiettare sugli altri il proprio modo di pensare.

In altre parole, certe persone presuppongono che tutti gli altri la pensino come loro. Questa presunta concordia è statisticamente infondata e porta alla percezione di un consenso che non esiste. Questo errore logico  fa sì che un gruppo o un individuo creda che le proprie opinioni, convinzioni e preferenze siano generalmente più diffuse tra il pubblico  di quanto non siano realmente .

Questo pregiudizio è comunemente presente in un ambiente di gruppo nel quale si pensa che l’opinione collettiva del proprio gruppo coincida con quella di una popolazione più vasta. Siccome i membri di un gruppo raggiungono tra di loro un consenso e incontrano raramente coloro che potrebbero obiettare, tendono a credere che tutti la pensino alla stessa maniera.

Di conseguenza, quando si confrontano con l’evidenza che un consenso non esiste, queste persone pensano spesso che chi non è d’accordo con loro abbia qualche mancanza.

Pare tra l’altro che le cause di questo schema mentale siano da ricercarsi in meccanismi protettivi come la propensione all’autoappagamento e similari…

La Fede, i Dogmi e la Dottrina
10/01/2010

“Credere in una dottrina significa perdere la libertà. Diventando dogmatici, si pensa che la propria dottrina sia l’unica giusta e si accusano le altre di eresia. L’attaccamento alle opinioni è il massimo ostacolo al sentiero spirituale. Benché il mio insegnamento non sia un dogma né una dottrina, certo alcuni lo intendono così. Devo spiegare chiaramente che insegno un metodo per sperimentare la realtà, e non la realtà medesima, così come un dito che indica la luna non è la luna. Una persona intelligente seguirà la direzione indicata dal dito per vedere la luna, ma chi vede soltanto il dito e lo scambia per la luna non vedrà mai la luna reale. Io insegno un metodo da mettere in pratica, non qualcosa in cui credere o da adorare. Il mio insegnamento si può paragonare a una zattera che serve ad attraversare il fiume.
Solo uno stolto rimarrà abbarbicato alla zattera una volta che sia approdato all’altra sponda, alla sponda della liberazione“.

Da: “Vita di Siddharta il Buddha” di Thich Nhat Hanh

Lo so, quella contro le dottrine assolutistiche, i dogmi, le verità assolute senza appello, le fedi cieche, i credi senza dubbio…sono la mia battaglia personale. Ho visto troppi bambini indottrinati, troppe giovani menti plagiate. Io stesso ho fatto parte di quel meccanismo. Io stesso ho cercato di portare verità di cui fondamentalmente non ero convinto neanch’io. Fortunatamente il germe del dubbio ha sempre trovato terreno fertile in me. E se è vero che solo gli stolti non cambiano mai idea…credo di aver dato il mio contributo di stupidità in passato.

Tempo fa si discuteva con un mio amico animatore parrocchiale di un altro amico animatore che, a quanto pare, ha rinnegato totalmente e in maniera decisa la sua fede ed il suo credo. In realtà non ho pensato che questa fosse una buona cosa: cos’è un ateo se non un fervente integralista di un credo? Che differenza fa se non crede più in Dio, ma si lancia ciecamente e rabbiosamente in discussioni dall’altro lato della palizzata? Mi viene in mente un cimitero che ho visto a Bucarest…dove c’erano tombe che invece della croce esponevano falce e martello! Che differenza c’è? Quell’assoluto positivismo nell’uomo e il rinnegare la religiosità erano diventati null’altro che un altra fede, al punto di farne un simbolo da mettere sulla lapide proprio come i cristiani!
Ebbene questo amico con cui discutevo sosteneva che l’animatore fosse stato in qualche modo “confuso” o “plagiato” da alcune letture (tra le quali credo vi fosse persino Tiziano Terzani). La cosa mi parve talmente ridicola…
Un uomo a 35 anni se cambia idea sulla propria visione del mondo è plagiato….ma per i 34 anni precedenti, in una società di stampo cattolico, con il catechismo fin da piccolo, i gruppi parrocchiali, i ritiri spirituali, le messe, le lectio divinae ecc ecc quello cos’era? Non era forse indottrinamento? fatto quando la mente è più duttile, più propensa ad essere plasmata?

Mi sono interrogato a lungo su questo argomento. Mi chiedo e vi chiedo: cosa è meglio fare con i bambini? dare loro false certezze o vere incertezze? Rassicurarli con le menzogne perché non ancora pronti ad accettare la realtà della vita (ad esempio la morte) oppure educarli a non aggrapparsi a qualsiasi favola che concili il sonno?

Io credo che come spesso accade la giusta via sia nel mezzo. Fornire loro le basi religiose della società in cui si trovano, ma mantenere rigoglioso quel germe del dubbio, il diffidare delle frasi assolute per dare loro l’opportunità di poter vedere con occhi ben aperti e scegliere un domani di mettersi da una parte della palizzata, dall’altra, oppure di lato…osservando entrambe le fazioni e vedendole per ciò che realmente sono: due aspetti della stessa inevitabile necessità umana di risposte.