Una Piccola Grande Umanità
22/11/2012

Pale_Blue_Dot

 

 

La Pale Blue Dot (in italiano pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan. La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone a destra)  appare come un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo.

Da questa foto la riflessione di Sagan sulla nostra visione del mondo e dell’umanità:

« Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.

L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.

Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »

Qualche piccola esagerazione
17/09/2010

Oggi parliamo di un fenomeno che ha sicuramente investito chiunque tra noi nel corso della propria vita: la tendenza all’Esagerazione.

Richard H. Gramzow, psicologo all’ Università di Southampton ha verificato  che, se a degli studenti si chiede di  dichiarare il punteggio da essi ottenuto nel test scolastico SAT, una buona parte di essi  lo sovrastima sistematicamente, ovvero dichiara un punteggio superiore a quello effettivamente ottenuto.

Perché mentono? Ma sopratuttto, stanno veramente mentendo?

Gramzow ritiene che non si tratti di una vera menzogna e che essa potrebbe addirittura non essere intenzionale.
L’ipotesi è che la tendenza a esagerare l’esito di una propria prestazione passata sia un processo psicologico molto diverso dalla menzogna deliberata autocelebrativa
Mentre quest’ultima  trae origine da intenzioni esplicite di self-marketing (voglio farmi bello agli occhi del mio interlocutore), la leggera modifica della realtà sarebbe inconsapevole e il frutto di  processi ricostruttivi della memoria con funzionalità auto-motivante.

L’inconsapevolezza sembra accertabile dal fatto che chi esagera il suo punteggio al SAT non è in ansia e non manifesta tutti quei segnali psicofisiologici di attivazione tipici di chi mente o di chi nasconde un segreto, al contrario questi studenti sono piacevolmente connotati da un punto di vista emotivo se vengono intervistati sull’argomento.

Il fatto che la tendenza a sovrastimare il punteggio sia  influenzata da processi ricostruttivi della memoria sembra invece dimostrato dal fatto che la tendenza alla sovrastima aumenta quando il ricordo del vero punteggio ottenuto al SAT diventa meno accessibile (ossia se è inserita una distrazione o se trascorre una settimana di tempo fra la conoscenza del punteggio ottenuto e il suo recupero in memoria).

La funzionalità automotivante della tendenza sarebbe deducibile dal fatto che chi è più propenso ad esagerare i risultati della propria performance scolastica è anche maggiormente incline a lavorare sodo per raggiungere livelli di prestazione più elevati nel futuro e solitamente ci riesce!
In altre parole il meccanismo che induce a “colorare di rosa” le proprie gesta passate, lungi dall’essere un mero ed esplicito tentativo autopromozionale, sembra un’anticipazione delle aspirazioni di una persona, e un predittore dei suoi obiettivi e risultati futuri.

Un esercizio di proiezione di sé stessi nella direzione delle proprie ambizioni.

In parole povere chi riesce a raccontarsi (genuinamente) di essere andato ad un esame molto meglio di come è andato davvero, non solo non sta mentendo nè agli altri nè a sé stesso, ma sta esprimendo la propria aspirazione e si sta anche mettendo in condizione di andare veramente meglio la volta successiva.

Riflettiamoci la prossima volta che un pescatore ci racconta delle poco convincenti dimensioni di un pesce pescato nel week-end!

Pale Cocoon
22/03/2010

Pale Cocoon di Yasuhiro Yoshiura e un Anime composto da un solo episodio di 22 minuti circa, uscito nel 2006.
Non è facile riuscrie nell’impresa di comunicare un messaggio con una durata così limitata. Dare profondità psicologica ai personaggi è pressocché impossibile. Si può dare accenni, spunti che poi la fantasia dello spettatore svilupperà autonomamente.
Stupendi i claustrofobiche ambienti nei quali si muove ciò che resta di una distrutta e senza direzione umanità.
I due protagonisti vivono un’esistenza vuota in un  mondo metallico senza cielo, dai colori pallidi e tristi. Cercano e restaurano gli archivi digitali del passato umano.  Trovano frammenti di un mondo quasi alieno, ormai dimenticato. E con il peso di quel passato e della responsabilità umana devono fare i conti, alla ricerca di una verità che non vorrebbero conoscere.

Di seguito il trailer:

Assolutamente da vedere!

Time of Eve
09/01/2010

http://www.mtv.it/tv/cartoni/timeofeve/index.asp

Time of Eve” è un original net anime in  6 episodi prodotto da Studio Rikka e DIRECTIONS.

Trama
In un futuro non troppo lontano gli androidi sono entrati nell’uso comune di tutti i giorni. Gli esseri umani li trattano come se fossero dei normali esseri viventi ma alcune persone sono attratte dagli androidi a causa della loro aspetto umano (salvo per un anello digitale galleggiante sopra le loro teste). Questo è diventato un problema sociale e infatti una campagna pubblicitaria è stata indetta per promuovere stili di vita naturali e non dipendenti dagli androidi. La campagna sta guadagnando trazione, nonostante il pubblico benefici della robotica.

Rikuo, a cui è stato insegnato di diffidare dai robot già dalla scuola dell’infanzia, un giorno scopre che Sammy, il suo androide casalingo, agisce in modo indipendente e non seguendo gli ordini che egli le dice. Egli trova una strana frase registrata nella sua attività di log, “Are you enjoying the Time of Eve?” (Trad: “Stai godendo il Tempo di Eva?”). Egli, insieme con il suo amico Masaki, segue i movimenti di Sammy e trova un insolito cafè, “Il tempo di Eve”. Nagi, la cameriera, li informa che nel caffè la regola principale è quella di non fare discriminazioni tra gli esseri umani e gli androidi.

Commento Personale
L’anime si sviluppa intorno ad una tematica sociale che trae spunto, tra le altre cose, dalle opere di Asimov. Il contrasto interiore dei protagonisti nell’approcciarsi a macchine che sia per il loro aspetto sia per la loro evoluta Intelligenza Artificiale sono sempre più definibili come individui è una problematica con la quale, se non i nostri figli, forse i nostri nipoti dovranno scontrarsi. Cos’è l’intelligenza? cos’è la vita? cosa l’individualità? domande che traspaiono tra le righe di un ottimo prodotto che può far riflettere.

Consigliata la visione a tutti, direttamente in streaming dal sito di MTV (sottotitolato in italiano).