Individualismo o Egoismo?
09/08/2011

egoismo

“L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”
[Oscar Wilde, Il critico come artista]

Individualismo ed Egoismo son due termini ben diversi.

L’individualismo coinvolge maggiormente un’ideologia, una prospettiva sociale, una filosofia che rimarca “il valore dell’individuo“. Promuove il raggiungimento di alcuni obiettivi quali l’indipendenza e l’autonomia e pone resistenza verso ogni cosa che minacci l’interesse personale, per una società o gruppo.

L’individualista è un essere umano che ha una smisurata fiducia in sè stesso; l’individualista SI AMA; è per questo che tende a voler essere indipendente dagli altri, sebbene non rivolga ad essi alcun odio particolare, e non li inganni per nulla; è per questo che impara ad apprezzare anche la solitudine, nel momento in cui potrebbe solo recar danno a terzi; è per questo che vuole coltivare i propri interessi sino a percepirli come un mezzo per la realizzazione di sè; è per questo che focalizza sulle proprie qualità, tendendo ad elevarle all’ennesima potenza, sino a concretizzare una sorta di culto di sè stesso.

L’individualista, dunque, si soddisfa e si valorizza, perchè si ama.

La radice del termine egoismo, invece, è la parola latina “ego” ovvero “io“.
L’egoista attua tutta una serie di comportamenti atti unicamente al conseguimento dell’interesse del “IO” , che, pur di primeggiare,  è disposto a danneggiare e  limitare, gli interessi del prossimo. Questo, ovviamente, nella sua forma più estrema.

l’egoista è un essere umano che non ha per nulla stima di sè; l’egoista SI ODIA; e se odia sè stesso, automaticamente odia anche il prossimo; è per questo che tutti i suoi comportamenti, illogici e materialisti, sono solo apparentemente finalizzati al conseguimento del proprio piacere personale; in realtà, giacché la accezione del proprio “piacere personale” è qualcosa di instabile e impreciso, cambia continuamente: pertanto, l’egoista non potrà mai raggiungere la vera felicità, perchè tutto ciò che è mutevole, provoca senso di perdita, di dolore, di smarrimento e incostanza; l’egoista, cosa più tragica, non sa neanche di essere un egoista… è un misero solitario confuso, un cieco danneggiatore dell’altro (e di sè stesso).

L’egoista, dunque, si soddisfa, ma non si valorizza, perchè si odia.

In sintesi

L’Individualismo pone al centro l’individuo e considera l’individuo umano d’importanza primaria per l’indipendenza. Un’egoista, invece, tendenzialmente, non è “libero”.

In entrambi, ovviamente, vi è la concentrazione sul proprio io, al quale si offre non poca importanza, tendendo a soddisfarlo pienamente. Ma sono il modo e i fini con cui compiono ciò che li trasformano in due esseri opposti.

In conclusione, individualismo ed egoismo sono quanto di più diverso possa esistere: l’individualista è come un eterno dio; l’egoista come un eterno schiavo.

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Un falso “buon” sentimento
26/01/2010

Oggi voglio parlare di quei buoni sentimenti che tutti noi abbiamo, ma che in realtà, forse, non sono buoni affatto.
Esiste un processo naturale, fondamentalmente egoistico, che ci porta a fare azioni per noi stessi anche se, apparentemente, sembrano azioni assolutamente generose, altruistiche e disinteressate.
Voglio precisare che non c’è critica del giudizio in questo. Nel momento in cui osservo che una persona ha fatto un gesto altruistico e noto che in realtà l’ha fatto per soddisfare il proprio bisogno di sentirsi una buona persona, un buon cristiano, un buon cittadino…non è mia intenzione puntare il dito ed etichettare come giusto o sbagliato.
Lo scopo è come sempre spingere me stesso e spero anche voi a riflettere sui nostri atteggiamenti di vita quotidiana e su quelli di chi ci circonda. Provare a spostare il nostro punto di osservazione per vedere aspetti della realtà che forse non sono sempre così visibili.

Trovo calzante a tal proposito un testo tratto da “Oltre le Frontiere della mente” di Osho

“Non cercare di essere umile. Di nuovo sarà una maschera dell’ego.
Nessuno può darsi da fare per essere umile; e nessuno lo può diventare attraverso lo sforzo. Quando l’ego non c’è più, in te nasce l’umiltà. Non è una creazione: è l’ombra del vero centro.

Un uomo davvero umile, non è né umile né egoista.
E’ unicamente semplice.
Non è neppure consapevole di esser umile.
Se si è consapevoli di essere umili, l’ego esiste ancora.

Guarda le persone umili… ce ne sono a milioni che credono di esserlo.
Si inchinano molto profondamente, ma osservali: sono gli egoisti più elusivi.
Ora si nutrono alla fonte dell’umiltà. Dicono: “Sono umile”, e poi ti guardano e aspettano la tua approvazione.

“Come sei umile!” vorrebbero sentirti dire. “Sei davvero l’uomo più umile del mondo; nessuno è umile come te.”
E osserva il sorriso che compare sui loro volti.
Che cos’è l’ego? L’ego è una gerarchia che si fonda sull’idea: ” Nessuno è come me”,
e che può benissimo alimentarsi con l’umiltà.
“Nessuno è come me, sono il più umile di tutti gli uomini!”

Siamo quindi definitivamente e senz’appello degli egoisti? degli inconsci aridi calcolatori? Nessuna buona azione è realmente disinteressata?
Alcuni studi, come quello di Daniel J. Rankin e Franziska Eggimann pubblicato sui «Proceedings of the Royal Society B» indicano a grandi linee che :
La reputazione, in una collettività, è molto importante. La fiducia, concessa solo a chi si comporta tenacemente bene, porta benefici per tutti. Tale sistema stimola la cooperazione e dunque migliora la società. Il vivere in gruppo, perciò, con i suoi meccanismi, ci stimola a mostrarci altruisti. In sintesi c’è una spinta evoluttiva, dettata dalle maggiori probabilità di sopravvivenza, a compiere buone azioni.

E voi? che ne pensate?