Il Cane che guarda le stelle
03/01/2016

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Il cane che guarda le stelle è una storia che ci narra del rapporto tra uomo e cane. Anche se l’argomento è sicuramente poco originale, lo scenario emotivo nel quale il racconto è collocato sottolinea con forza quel legame atavico, assoluto e indissolubile che accompagna il percorso di vita di entrambi i protagonisti. Una storia semplice ma non per questo banale, capace di emozionare.

Il volume è diviso in due parti, dove la prima, per quanto assolutamente autoconclusiva, fa da proemio per la seconda. Ma ciò che lega i due racconti, distinti ma complementari, è la presenza di un amico a quattro zampe che prende il ruolo di musa ispiratrice. Ora del valore dei sentimenti e del godersi le piccole cose, del trovare la felicità a prescindere dai propri fallimenti, ora di focus per i sensi di colpa, per l’amore che si poteva dare e che ci pare non sia stato abbastanza. In entrambi i casi una figura salvifica che risolve il conflitto interiore e porta a morire o a vivere finalmente in pace con se stessi.

L’unica pecca dell’opera sono i disegni, che pur risultando funzionali, talvolta risultano frettolosi e abbozzati, specialmente nelle figure umane. Ed è un peccato in quanto immagino quanto spessore avrebbero potuto trasmettere se curati in maniera diversa.
Per concludere, un manga sicuramente da leggere, in grado di darci qualche spunto di riflessione e farci commuovere. Promosso!

 

 

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Il mondo che non si riesce a spiegare
13/06/2012

Talvolta vi sono domande a cui non vorremmo dover rispondere. Sarebbe più semplice.
Ciò che ci spaventa è il peso di quella risposta, di quelle spiegazioni che non siamo in grado di dare, come quando dobbiamo esporre una posizione di cui non siamo convinti o certi. Una coscienza da avvocato difensore di un criminale, se vogliamo, che dovrebbe interromperci nel bel mezzo dell’esposizione per fare un passo indietro e urlare al giudice “non posso!”.

A me capita quando devo spiegare il mondo ad un bambino. Il mondo spesso non è giusto, è lontano dal buon senso, sopratutto è lontano dal cuore. Eppure funziona così e lo accettiamo, spesso girando la testa dall’altra parte, non fosse altro per preservare i nostri occhi. Ma non si può non rispondere alle domande di un bambino. Quelle domande ci costringono a non voltarci ed affrontare quel mondo in cui viviamo, e che non ci piace. Ci costringono a spiegarlo. E nel mentre lo facciamo, scopriamo quanto siano inascoltabili e inaccettabili le parole che escono dalla nostra bocca. Lo vediamo chiaramente, negli occhi di chi non sta capendo cosa stiamo dicendo.

Nella vita vi sono orrori terribili e la storia ne è un gigantesco archivio.
Perché quelle persone uccidono quegli indifesi?” Perché sono cattive. La malvagità umana ci viene incontro salvandoci: un bambino è in grado di acquisire senza problemi il concetto di buoni e cattivi.

Ma quando i cattivi non ci sono? quando i cattivi siamo noi?

Come lo spiego io ad un bambino questo?

Ogni mese in Giappone vengono gassati 310.000 randagi.
http://www.corriere.it/animali/09_ottobre_16/cani-camere-a-gas-giappone_36ec8ba0-ba93-11de-9645-00144f02aabc.shtml

«La realtà e’ orribile – scrive il blogger di Giappopazzie che parte narrando le peripezie dei cuccioli venduti all’interno dei negozi di animali domestici -. Migliaia di negozi vendono cani come fossimo al supermercato. I cani alloggiano in celle grandi di solito 50×50 cm e spesso il cagnetto giace nelle sue feci anche se queste ultime vengono rimosse di frequente». Ma il destino dell’animale diventa ancora più atroce se entro sei mesi non è acquistato da nessuno: «Molti negozi mandano i cani alla camera a gas per essere soppressi – taglia corto il blogger-. L’ invenduto viene eliminato»