Le Persone della nostra vita
26/07/2011

 

Spesso, il mondo non si accorge di quanto dolore possa recare un ricordo.

Parole e pensieri non vengono condivisi, e vivi momenti in cui nessuno sembra capirti. Nemmeno chi ti è vicino da sempre.
Quando pensi che niente possa farti superare quella perdita e metà della tua vita è ..è volata via con lui!
Quando quel brivido che ti corre lungo tutta la schiena e lo stomanco si chiude come un fiore a cui viene negata la luce, Perchè sai che tutti sono pronti a metterti in difficoltà, a giudicarti, come se sapessero tutto di te. E invece non sanno niente.

Ed è proprio nel momento in cui ci sentiamo ….più soli, che ci accorgiamo di quanto è importante avere un amico al nostro fianco. Con cui poter condividere i nostri pensieri, le nostre sofferenze. Persone che ci danno la forza di andare avanti, che ci accompagnano nei momenti più difficili e in quelli più belli.

Con loro riusciamo a dimenticare la nostra età, lasciamo libero sfogo alle nostre idee più assurde ed insensate, mentre magari tutto il resto del mondo dorme e non si accorge di noi.

Con loro ogni attimo del giorno si può trasformare in un gran divertimento. Perchè quando siamo insieme per ridere ci basta poco. Veramente poco. E non ci importa se la gente ci crede un pò… strani? Quando ci sentiamo spacciati e tutti i riflettori sono rivolti verso di noi, loro sono disposti a rischiare, per aiutarci, anche se spesso non va proprio come avevamo immaginato.

Quando uniti dalla stessa passione, mettiamo il cuore nelle cose in cui crediamo. E con loro non importa se stiamo lottando per la partita della vita o per una semplice sfida. L’importante è farlo insieme.

Insieme a quelle persone che riescono a sorprenderci. Ogni giorno. In modo diverso. Che non si aspettano nulla in cambio. Che si accontentano di un nostro sorriso. Forse non esiste un modo per ringraziarli o forse l’insieme dei nostri sentimenti è racchiuso dentro una semplice frase: Ti voglio bene.

Non Lasciarmi
24/04/2011

Non Lasciarmi

Ecco un altro film interessante che mi trovo a recensire per il messaggio che porta con sé.
Tratto dal libro “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, ci racconta di una ucronia, ovvero una realtà storica diversa dalla nostra.
Una realtà dove esseri umani vengono clonati e cresciuti per essere usati come donatori di organi. Una storia drammatica che attraverso i sentimenti, l’amore, la gelosia, l’amicizia, la speranza, la ricerca di un senso della vita ci porta verso una riflessione esistenziale profonda.

In questo film  il clone non è altro che l’immagine speculare delle nostre esistenze. Proprio come loro infatti, anche noi tendiamo a non sottrarci a quello che è il nostro destino, il nostro percorso, lo accettiamo passivamente.L’infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai“. Credo che questa frase, presa in prestito da IL CORVO, accosti l’immagine dei tre protagonisti con il nostro percorso esistenziale. I tre protagonisti hanno un vissuto alle proprie spalle che sa di incompiuto, infatti tra amori non confessati, tra incertezze e paura dell’abbandono e della solitudine, questi personaggi, giunti alla fine del proprio ciclo, non potranno far altro che rimpiangere, come tutti, le occasioni mancate. Vorrebbero poter avere altro tempo, vorrebbero poter recuperare ciò di cui loro stessi si sono depredati. Ma è troppo tardi. E’ il ciclo della vita, crudele e cinica questa prospettiva è l’unica realtà alla quale purtroppo ognuno di noi non potrà sottrarsi.

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Siamo una barca arenata nella sabbia in prossimità del mare, e purtroppo della nostra incompletezza, della nostra mancata realizzazione riusciremo a rendercene conto quando la sabbia avrà esaurito i suoi granelli nella clessidra del tempo.
[Da un commento su filmscoop]

La rassegnazione ed il senso di inesorabilità che trasmette l’intera vicenda non sono supportati da nessun elemento che li renda credibili ed accettabili. Ed è proprio questa la forza del messaggio presente nel film.

Nessuna fuga ha senso, o è possibile, perché non si fugge alla condizione umana.

Il nostro disappunto nella visione è in realtà la trasposizione della nostra vita, priva di reale libertà, inellutabile e per questo inaccettabile. E neppure il vivere il più grande dei sentimenti umani, l’amore può essere lasciapassare per la salvezza e/o chiave di comprensione della vita. Come nella stupenda riflessione del romanzo “un amore” di Dino Buzzati, L’amore non è in grado di distruggere un destino segnato dall’uomo.

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Si arriva all’epilogo smezzati, atterriti e arrabbiati. L’urlo straziante di Tommy è forse banale ma puntualissimo. Fortunatamente questa sincronia emozionale non si rompe, al contrario si realizza compiutamente nel finale. Il pensiero che emerge, sapientemente accompagnato dalla bravura del regista Mark Romanek,  trova sfogo nelle ultime parole di Kathy. Una riflessione essenziale e limpida, una chiusura pressoché perfetta: non vi è davvero differenza tra cloni e originali.

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Kiki consegne a domicilio
30/07/2010

Kiki consegne a domicilio (魔女の宅急便, Majo no takkyūbin) è un film d’animazione giapponese del 1989 diretto da Hayao Miyazaki, tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kodono.

La trama è semplice e lineare: una giovane strega quando raggiunge i 13 anni deve abbandonare la famiglia per vivere per un anno in una diversa città e diventare indipendente. Un rito di passaggio che non mancherà di lasciare diversi spunti di riflessione in chi si godrà questa bella pellicola.

Ciò che colpisce è la capacità del regista, il maestro Miyazaki, di raccontare una favola semplice e dai buoni sentimenti, prendendo le distantze da schemi classici come la fondamentale presenza di un cattivo. Nella pellicola capita di trovare personaggi che ispirano antipatia, ma che sono naturalmente calati in un contesto sociale cittadino e non subiscono neanche una voluta o troppo accentuata stereotipazione. Gli stessi ostacoli al successo della protagonista non sono altro che le tappe del difficile passaggio dall’infanzia alla maturità, di cui tutto il film è fondamentalmente una metafora.

L’amicizia, l’amore, l’essere invece che l’apparire, trovano tutti posto delicatamente in quest’opera. Molto consigliata la visione anche ai bambini.
I disegni sono ovviamente molto colorati e curati e sottolineano la bravura dello Studio Ghibli e dei suoi due titolari.