About

Questo blog si propone come uno spazio per riflessioni.
Io credo che nel mondo sempre “di corsa” nel quale viviamo sia necessario per noi stessi, per la nostra crescita, fermarci di tanto in tanto a pensare.
Viviamo in una cacofonia di lavoro, stress, impegni, doveri, consumismo, TV, gossip…un rumore che ci rende apatici e insensibili. Eppure riflettere ci spinge a guardare le nostre convinzioni, le nostre convenzioni, il nostro agire quotidiano e vedere quanto di alieno ci sia in un modo di vivere che spesso non ci appartiene.

Ecco quindi la necessità di ricevere spunti per poter formulare profondità.
Un ristorante per la mente che, spero, possa offrire piatti di qualità.

Ma uno spunto non vale molto se non viene sviluppato. Ed è per questo che voglio considerare questo spazio come un luogo di condivisione. Un’area libera nella quale poter esprimere il proprio pensiero, la propria opinione, la propria riflessione o la propria intuizione e soprattutto i propri dubbi.

Si perché di dogmi e di certezze ne abbiamo fin troppi.

“Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose”.
[Cartesio]

Disclaimer 1
«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»

Disclaimer 2
Molti dei collegamenti e alcune delle immagini presenti nelle pagine di Uskebasi conducono a siti web esterni, il cui contenuto è di esclusiva pertinenza dei legittimi proprietari. La rimozione dei link e/o
dell’immagine dal sito sarà effettuata immediatamente a semplice richiesta degli interessati.
Nella riproduzione delle opere, liberamente utilizzate e sempre citate, ci si è avvalsi dei modi e dei limiti statuiti dagli artt. 65, 66, 68, 70 della legge 22/4/41 n° 633 sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti
connessi al suo esercizio”. In caso di presenza di materiale coperto da Copyright il  responsabile si impegna, sotto previa comunicazione, a rimuovere immediatamente i file.
Il curatore del blog non è assolutamente responsabile dei contenuti e delle idee espresse nei commenti in calce agli articoli e si riserva di cancellare quelli che ritiene inutili, offensivi o lesivi d’altrui libertà
d’opinione o espressione.
Il collegamento (linking) alla home page del sito o alle sue singole sezioni è ammesso e gradito.

Link partners

The Directories.org

TITLE: The Directories.org
URL: http://www.thedirectories.org
DESCRIPTION: TheDirectories.org: Directory di Siti

7 Risposte

  1. Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.

    Complimenti per quel che scrivi e quel che pensi.

    Mi presento sono Josè Pascal (figlio del fù Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).

    Volevo invitarti a visitare il mio blog ed eventualmente collaborare.

    Se ogni giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@gmail.com

    buona serata e a presto spero

  2. “Tutto ha inizio con un personaggio storico che addirittura è citato nell’ Antico Testamento: il re Salomone. Durante il suo regno (970-930 a.C., secondo le fonti bibliche del “Primo Libro dei Re”), re Salomone, uno dei più grandi capi del popolo d’Israele, dedicò gran parte della sua vita a studiare le arti magiche e, per quanto gli era concesso a quei tempi, era ossessionato dalla curiosità di scoprire il mondo. Egli era solito circondarsi da una moltitudine di saggi e filosofi, domandando loro su ogni tipo di conoscenza in loro possessso, sulle arti arcane ed ancestrali, sulle scritture perdute e su tutto ciò che poteva in qualche modo incuriosirlo. La domanda che più lo ossessionava era la più antica di tutte: “Qual è il senso della nostra vita?”. Egli la fece ad un gran numero di saggi, studiosi ed eruditi di quel tempo, senza però ottenere una risposta che lo soddisfacesse pienamente. Finchè non incontrò Uskebasi, un saggio errabondo che proveniva dal lontano Oriente (sembra originario dell’India). La leggenda vuole che Uskebasi adorasse in gran segreto qualche divinità primordiale, ed era solito montare un coniglio bianco dalle dimensioni insolitamente sproporzionate, con gli occhi rossi e che si muoveva silenziosamente come un’ombra (alcune fonti attendibili ci spiegano che il coniglio in realtà potrebbe essere la rappresentazione allegorica del “pensiero umano” , inteso come conoscenza innata, caratteristica che certamente si addiceva ad Uskebasi). Egli dunque, una volta ricevuta la domanda, si ritirò in solitudine e rimase in silenzio per trent’anni, durante i quali meditò sul significato della vita. Alla fine di questi trent’anni, egli aveva la risposta, ma la verità era così terribile e sconvolgente da decidere di non rivelarla a nessuno, perchè tutto ciò avrebbe condotto l’uomo alla pazzia. Egli invece scrisse tutta la sua “verità” in un tomo che subito dopo nascose, affinchè nessuno riuscisse mai a trovarlo. Poi Uskebasi scomparve dalla circolazione e di lui non si seppe più nulla. Egli non disse più una parola, tuttavia galoppò senza sosta per tutto il mondo , con il suo coniglio bianco, reso immortale dagli dei che lo avevano premiato per la sua infinita saggezza. Da quel giorno venne conosciuto come il “Signore del silenzio”. Molti anni dopo, stando a quel che dicono le leggende, un gruppo di monaci cristiani ritrovarono il manoscritto. Sulla copertina del libro vi era scritto: “Io sono Uskebasi. Io sono colui che è silenzio. Io ho tutte le risposte ai tuoi interrogativi. Domandami e verrai soddisfatto. Poi svanirai nella pazzia”. Un monaco che decise di trasgredire il sinistro ammonimento divenne pazzo dopo aver letto alcuni estratti del libro. I capi di tutti gli ordini sacerdotali, allora, decisero quindi di proteggere le sorti del mondo da quella terribile verità inventando un’orribile stratagemma: cosparsero il tomo con un veleno permeabile che poteva uccidere un uomo rapidamente, ma senza farlo soffrire, attraverso la follia. Così da quel giorno la leggenda narra che chiunque avesse toccato il libro sarebbe morto all’istante e che, se questi fosse sopravvissuto al veleno creato dai monaci, sarebbe comunque morto dallo shock ricevuto nell’apprendere la verità contenuta nel libro Uskebasi”.

    La Verità….ne esiste una assoluta? Non lo so, ma sono convinta che pensare troppo potrebbe portare realmente alla pazzia. Credo, però, che condividendo i pensieri il pericolo si allontani.
    Pur continuando a preferire il confronto diretto, apprezzo il tuo blog. Lo ritengo un ottimo modo di sfruttare la multimedialità. Perciò lo inserirò tra i miei preferiti.
    Ah! Mi presento, sono Anna Rita Palmisani, una giornalista pugliese. Mi occupo di politica (e non solo) per il Nuovo Quotidiano di Puglia di Taranto, come corrispondente da Grottaglie, una città della provincia jonica.
    Saluto te e tutti i tuoi lettori
    ARP

  3. Ciao! Ho aperto da poco un blog, proprio qui su WordPress. Stavo preparando una recensione di Millennium Actress, e cercando qualche immagine da allegare sono giunto qui. Alla fine penso che non userò nessuna delle tue immagini, ma quello che ci tenevo a dirti è che trovo il tuo blog piuttosto interessante. Ho letto diversi post, non solo sugli anime, e certamente tornerò a dare un’occhiata più approfondita.
    Visto che sei un appassionato di anime (e quindi suppongo anche manga, anche se magari in modo minore), posso dirti che quando ho letto “Io credo che nel mondo sempre ‘di corsa’ nel quale viviamo sia necessario per noi stessi, per la nostra crescita, fermarci di tanto in tanto a pensare”, mi è venuto subito in mente un manga che sicuramente conosci già (almeno nella sua trasposizione animata): Ghost in the Shell. Nell’episodio 06: Robot Rondo, proprio nell’ultima pagina, Aramaki, il capo della sezione 9, dice “Un antico avventuriero disse…’Qualche volta gli uomini devono fermarsi e trovare il tempo per pensare…e solo gli uomini possono farlo’…” Se non l’hai mai letto, te lo consiglio caldamente, non tanto perchè sia pieno di riflessioni di questo tipo (che comunque, di tanto in tanto, ci sono), ma semplicemente perchè è molto diverso dall’anime.
    Ciao e continua così!

    PS: quoto ARP qui sopra quando dice “pensare troppo potrebbe portare realmente alla pazzia.” Anzi, io non userei il condizionale. XD

    • Non ho mai letto il manga di “Ghost in the Shell”. Mi sono limitato alle trasposizioni in anime. Provvederò!
      Ti ringrazio per i complimenti e mi auguro che tu possa aggiungere qualche tuo commento/riflessione in quanto mi pare tu sia una persona con gli occhi aperti (nella migliore accezione del termine). Auguri per il tuo blog!

  4. Complimenti per quello che scrivi e per come lo fai…mi sono imbattuto qui per caso, perchè il tuo blog è quasi omonimo del mio…e devo dire che ho trovato dei contenuti ottimi!

    • Grazie! ma non tutti gli articoli sono scritti da me, alcuni li trovo sul web. Per me l’importante è la riflessione, non certo la proprietà dello spunto che la genera. Interessante anche il tuo sito, complimenti!

      • Grazie mille. Hai ragione, la riflessione è la cosa più importante. Continua così dunque!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: