“Si stava meglio quando si stava peggio”

Una frase che tutti abbiamo sentito dire almeno una volta.

La riflessione di oggi parte da una storiella apparsa sul Fatto Quotidiano, leggiamola:

“Mi assicuro su ilmeteo.it che i nuvoloni che stanno abbuiando il cielo non riservino sorprese e fortunatamente mi procureranno un po’ di pioggia, ma solo dalle 10.30 alle 12.00, con schiarite e sprazzi di cielo azzurro almeno sino alle 14.00. Perfetto, ci può proprio stare un pranzetto in una bella trattoria collinare, sotto una pergola. Respirare aria fresca, infilzare qualche pietanza prelibata, gustare l’arcobaleno che il meteo lascia presagire. Tripadvisor mi consiglia uno splendido ristorantino, per la precisione il numero 3 in classifica nel comune in cui il cielo sarà azzurro anche alle 14.30, il tempo di prendere dolce e caffè. Non è che mi accontenti del terzo posto, è che il primo non ha la pergola, il secondo è chiuso il sabato a pranzo. Inoltre lallaemirko dicono che l’ambientazione è simpaticissima e informale, mentre lukaXXX è contentissimo della cameriera biondina. Google Maps suggerisce la statale, di 12 minuti più rapida rispetto alla provinciale. Mi fido, arriverò prima e avrò più tempo per consultare il menu. In ogni caso ho già deciso, roby66 su Tripadvisor dice grandissime cose degli agnolotti, mentre per genioGE non si può fare a meno di provare il dolce al limone.

Parto alle 12.00, correndo veloce fra i capannoni dell’area industriale che lasciano il posto alle colline poco prima di arrivare alla trattoria, puntuale insieme a Google Maps. Controllo che l’ambientazione sia quella promessa e chiedo un tavolo sotto la pergola vista in foto. Ordino agnolotti e dolce al limone alla biondina, effettivamente simpatica e carina. Anche se non è che lei mi dedichi poi troppo tempo. Comunque roby66 non si era sbagliato e nemmeno ilmeteo.it. Il tempo di un caffè prima che ricominci a piovere. Mentre lo aspetto, posto le foto dei piatti e del gatto su Facebook. Due amici subito mi dicono Mi piace, entrambi hanno già provato gli agnolotti e il dolce al limone e mi scrivono di guardare le foto della biondina sulla loro pagina. Le guardo per assicurarmi che sia proprio lei. E’ proprio lei. Anche le foto degli agnolotti sono riconducibilissime al piatto che ho mangiato poco fa. Anche loro d’accordo con roby66 e lukaXXX. Pago 60 euri, esattamente come sostengono le statistiche del social, e riparto mentre il cuoco sta per chiudere la cucina. Alle 14.30 la pioggia non contraddice ilmeteo.it, mi chiudo in casa e youtube mi fa vedere due tedeschi che la settimana scorsa assaporavano agnolotti e dolce al limone sotto la stessa pergola. Che vadano a quel paese. Che ci vada anche la biondina col gatto. E pure lallaemirko, lukaXXX, genioGE e roby66.

Smette di piovere, esco a fare due passi, confuso e un po’ frustrato. Incontro Gigi, che invece è di buonumore. Mi racconta che stamattina nonostante la pioggerellina ha fatto un bel giro in bicicletta, vagando piacevolmente per stradine di collina, al largo dai capannoni. Si è perso varie volte, ma è stata l’occasione di scoprire scorci inaspettati. Ad un certo punto, preso dalla fame, ha chiesto consiglio ad un contadino che lo ha accompagnato alla locanda di suo cugino. Stava per chiudere la cucina, ma l’ha tenuta aperta per lui. Ha mangiato all’ombra di una pergola degli agnolotti strepitosi e un insospettabilmente squisito dolce al limone. E poi ha chiacchierato tutto il tempo con una graziosa cameriera bionda. Il ristoratore non gli ha fatto nemmeno pagare il conto, visto che l’ha mandato suo cugino. Poi Gigi mi dice che deve scappare. Ma dove vai, gli grido mentre si allontana. Corre, ci ha un gancio con la biondina, mi dice sorridendo con la barba da fare mentre in lontananza spunta l’arcobaleno che doveva comparire due ore fa.

Nella tasca la mia mano stringe nervosamente lo smartphone con tutti i dati che ci stanno dentro”.

[FONTE: Claudio Broggio – Il Fatto Quotidiano]

 

 

 

 

No, neanche per idea… è inutile che cerchi di salvare il racconto attribuendogli intenzioni che non ha.

Si tratta semplicemente, evidentemente, cristallinamente del solito inutile, stupidissimo, ignorantissimo, fastidiosissimo si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio mescolato in qualche modo a non-stare-tutto-il-giorno-davanti-il-pc-vedi-gente-tocca-le-natiche-alle-femmine.

Roba che già mio nonno 40 anni si era rotto le scatole…

Se questo tizio che ha scritto sta stupidaggine vuole vivere senza smartphone, nessuno lo obbliga a comprarne uno. Non c’è bisogno che ci sfracelli le scatole illustrandoci la sua peculiare e personalissima gerarchia di preferenze.

Se vuole, può anche andare a vivere con qualche comunità hamish…

E per la cronaca, fa poca differenza che il cugino sia tuo, o sia di quello che hai conosciuto. La sostanza non cambia: grazie ad una raccomandazione hai mangiato gratis e se non avessi ottenuto quella raccomandazione, non avresti mangiato.

Mentre invece con lo smartphone hai mangiato anche senza avere avuto la fortuna di conoscere un tipo che ha un cugino cuoco.

In effetti, questo tizio è così poco “sveglio” da non essersi accorto che il suo racconto finisce con il disegnare come iniquo il mondo senza smartphone e come equo quello con lo smartphone.

 

on c’è stata una sola evoluzione o rivoluzione che non abbia per contro causato nostalgia e “si stava meglio quando si stava peggio”

 

Come NON mi manca il dovere sempre avere una palata di gettoni in tasca per le telefonate quanto una cabina la trovavi.

Come NON mi manca lo scrivere una lettera a mano e attendere i tempi lumacosi delle poste per avere una risposta.
Come NON mi manca lo stramaledetto vinile che se non avevi una cura maniacale del disco ti sorbivi quei bei fruscii e occasionali graffi.
Come NON mi manca il dovere dattiloscrivere con la carta carbone e poi rifare il documento se un margine era sbagliato o se avevo battuto male una singola lettera!

 

 

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