August Landmesser

“Perché nessuno si ricorderà del nome di tutte quelle mani tese…”

August Landmesser (Moorrege, 24 maggio 1910 – Stagno, 17 ottobre 1944) è stato un operaio tedesco, oppositore politico antinazista negli anni trenta. Fu uno dei pochi tedeschi, assieme ai ragazzi della “Rosa Bianca” o al colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, che si opposero pubblicamente al potere di Adolf Hitler.

 

August_Landmesser
August Landmesser il 13 Giugno 1936, Cantieri navali di Amburgo

August Landmesser nacque il 24 maggio 1910 figlio di August Franz Landmesser e Wilhelmine Magdalene Schmidt.
Operaio presso l’arsenale navale Blohm + Voss di Amburgo, August Landmesser diventò noto nel 1991 per la sua probabile ma non certa apparizione in una fotografia ove, unico fra centinaia di operai e autorità, si rifiutò di eseguire il saluto nazista ad Adolf Hitler rimanendo impassibile a braccia conserte nel corso dell’inaugurazione del varo della nave scuola della marina militare tedesca, la Horst Wessel, il 13 giugno 1936. Questa fotografia fu ritrovata solamente nel 1991, esposta al centro di documentazione “Topografia del terrore” presso il vecchio quartier generale della Gestapo a Berlino, fu pubblicata dal quotidiano Die Zeit. In quello scatto Irene, la figlia più piccola di August e Ingrid, quella più grande, credettero di riconoscere il loro padre nel suo significativo gesto di protesta.

August Landmesser fu membro del partito nazionalsocialista dal 1931 al 1935 costretto all’adesione solamente perché spinto dal bisogno di ottenere un posto di lavoro. Cominciò ad osteggiare il nazismo quando, divenuto padre di due figlie, avute da una giovane donna di religione ebraica, fu ritenuto colpevole di “disonorare la razza” e pertanto segnalato come oppositore al regime del Terzo Reich fu dapprima espulso dal partito e poi carcerato due volte nel campo di concentramento di Börgermoor.
August Landmesser si era sposato nel 1935 con Irma Eckler, che era nata nel 1913, ma il suo matrimonio a causa dell’entrata in vigore delle leggi razziali di Norimberga nell’agosto del 1935 non fu riconosciuto dall’ufficio del registro del comune di Amburgo e inoltre alle stesse figlie, Ingrid nata il 29 ottobre del 1935 e Irene nata il 6 agosto del 1937, non fu riconosciuto il cognome paterno ma quello della madre.

Irma Eckler fu arrestata nel 1938 dalla Gestapo e detenuta dapprima nel campo di concentramento di Fuhlsbüttel ad Amburgo e successivamente trasferita nei campi femminili di Oranienburg e Ravensbrück. Irma Eckler si suppone sia deceduta il 28 aprile del 1942 nell’istituto sanitario di Bernburg dove i medici nazisti praticavano l’eutanasia sui malati mentali. Le figlie Ingrid e Irene, furono separate; Ingrid fu affidata alla nonna paterna mentre Irene fu condotta dapprima in un orfanatrofio poi assegnata a dei parenti.
August Landmesser fu scarcerato il 19 gennaio 1941 e assegnato ai lavori forzati presso la società Püst. Questa compagnia era una branca della Heinkel-Werke sita a Seebad Warnemünde. Nel febbraio 1944 a causa della penuria di uomini abili alle armi, Landmesser, nonostante i suoi precedenti penali, fu arruolato nella Wehrmacht e assegnato ad un battaglione di disciplina, il 19º Battaglione penale di fanteria della famigerata Strafdivision 999, ove fu dichiarato disperso in combattimento nel corso di una missione operativa a Stagno in Croazia.

Il 20 dicembre 1949 la corte distrettuale di Amburgo-Altona dichiarò Irma Eckler morta, indicando il giorno 28 Aprile 1942 come la data più probabile del suo assassinio mentre, sempre nello stesso anno, il tribunale distrettuale di Rostock dichiarò morto August Landmesser alla data del 1º agosto 1949. Nell’autunno del 1951 il municipio di Amburgo riconobbe ufficialmente il matrimonio tra August Landmesser e Irma Eckler e, inoltre, le figlie Ingrid e Irene, sopravvissute alla guerra, ricevettero il cognome del padre.

Se non ci fosse stata questa foto sarebbe rimasto senza
memoria e senza giustizia.

Senza quel gesto sarebbe stata solo
un’altra mano tesa fra le altre.

Il suo essere in disaccordo lo ha reso l’unico, in quel momento, degno
di chiamarsi Uomo.

Fonte : wikipedia

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