Le foto di ieri

foto

 

 

Oggi c’è tutta questa tecnologia nelle macchine fotografiche. Per fare la foto nelle migliori condizioni possibili intendo.
Per non avere gli occhi rossi, perché  non vengano mosse, perché ci sia la luce giusta e la gestione dei colori e gli effetti.
E poi lo vedi subito se la foto è venuta come la volevi, come la immaginavi, e se non ti piace, la cancelli con un click e la rifai.
E se ancora non sei contento, puoi lavorarla con photoshop, con il computer. Puoi fare miracoli eh?

Tu sei troppo giovane e non te lo puoi ricordare. Ma una volta le macchine fotografiche erano grosse, massicce. Erano enormi!
E c’erano i rullini dentro. Da 12, da 24 e da 36 scatti. Che poi non sapevi mai se il numero di foto era veramente quello. E comunque, finito il rullino lo si portava a sviluppare. E tu aspettavi, aspettavi (e con quello da 36 aspettavi anche mesi magari) per sapere come erano venute le foto fatte al mare o in montagna, o alla festa di compleanno.

Oh, non c’era modo di metterci mano su quelle. Erano democratiche; come venivano venivano. Quante fotografie con gli occhi chiusi, con gli occhi rossi, con troppa luce, con troppo poca, con sorrisi finti voluti da chi aveva ordinato “dite cheeeese” o con un’aria un po’ triste e malinconica che per un attimo, proprio in quell’attimo, era emersa sul tuo viso. Oggi invece c’è la ricerca della perfezione. E non è che sia negativo apparire migliori, intendiamoci. Ma è proprio necessario?

Vedi figliolo mio, fare una foto è come quando ci si innamora.
E tu penserai ma che c’entra questo esempio? C’entra c’entra…
Perché tu ti innamori e non sai mica come sarà. Potrà venirne fuori una storia bellissima, oppure no. Ma tu aspetti il tuo rullino e speri che contenga foto belle. E purtroppo se non hai mai atteso un rullino, faticherai a capirmi.

Comunque, alla fine arrivavano le foto. E non è davvero importante se erano venute bene o male. Tu le guardavi e le riguardavi. E ogni foto ti ricordava un momento, un emozione, una persona. E solo per questo, erano perfette. Erano foto degne di essere state scattate!

E ritoccare un foto, cercare la perfezione, provare e riprovare finché non viene esattamente ciò che volevamo, è come quando ci si innamora e si vuole cambiare l’altra persona. Non funziona mai, credimi.
E allora sai che ti dico? le foto di oggi saranno anche più belle. Ma quelle di ieri, sono più vere, più genuine, più autentiche.

Sapevano cogliere l’attimo, l’imperfezione e sapevano condirla con quel misto di aspettativa, mistero e speranza.
Hai capito no? un po’ come l’amore.

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