Facebook e il primo amore

primo amore

Oggi voglio presentare un’interessante riflessione di Lorenzo Pezzato sul suo blog Opinioni da Nordest.
Lorenzo Pezzato, nel suo blog Opinioni da NordEst, scrive una suggestiva riflessione su un aspetto particolarissimo di Facebook: la possibilità di ritrovare amori e amorini del passato.
Scrive Lorenzo: “Probabilmente il primo nome cercato da chi si iscrive ad un social network per la prima volta e con approccio ludico è nella stragrande maggioranza dei casi quello del primo amore dell’adolescenza (o di qualunque altro periodo), in un trionfo di morbosa curiosità, di autoreferenzialità e romanticismo da scaffale dell’ipermarket. Il problema è che spessissimo quella ricerca va a buon fine, e si riaggancia la persona la quale, in preda alle medesime morbosità, accetta di buon grado la richiesta di amicizia. In quell’istante si riapre un ciclo che fino a qualche anno addietro era relegato nello sgabuzzino delle improbabilità”.
Lorenzo si chiede quali conseguenze possano avere queste inedite finestre sul passato sulle relazioni sentimentali del presente.
Io penso che, al netto dell’ovvia variabilità di ciascun caso da un altro, le relazioni passate redivive siano meno pericolose, per la stabilità di un rapporto attuale, delle cyberrelazioni con estranei che si possono instaurare per esempio su una chat .
In quanto appartenenti al già stato, gli incontri digitali con vecchi amori vedono esaurita ed estinta la propria carica “eversiva” in termini relazionali, non connotandosi, per ovvie ragioni, nè per l’ebrezza della novità, nè per la possibilità di essere oggetto di proiezioni fantasmatiche (talvolta irrealistiche) come accade alle cyber- relazioni con estranei.
Inoltre ritrovare un vecchio amore, se di vecchio amore si tratta (in assenza di strascichi sentimentali, di rancori, rivendicazioni e così via) può tradursi semplicemente in un quieto, e tutto sommato innocuo, tentativo di riappropriarsi di un passato condiviso, anche con nostalgia si intende, ma non necessariamente rimpiangendolo o facendosene condizionare.
In generale spesso noto che le persone attribuiscono una connotazione negativa al ricordo, come se ricordare fosse sempre sintomatico dell’insoddisfazione del presente o della paura del futuro. Ricordare può essere invece semplicemente un modo per restituire continuità alla propria esistenza, impedire che interi anni e luoghi e spazi e gesti e persone smettano diesserci state solo perchè non le ricordiamo più. C’è chi conserva vecchi biglietti del treno, dell’autobus, ingressi ai concerti, vecchi quaderni, oggetti di ogni foggia e natura al solo scopo di preservare i ricordi.
Io penso che la gente su Facebook cerca i compagni di scuola e cerca i vecchi amori perchè vuole ricordarseli, ma ricordarseli come erano allora.
La loro attualizzazione nell’oggi è l’ effetto collaterale di questo processo. In fondo in fondo quello che quel vecchio amore è diventato ed è adesso soddisfa un’ovvia e umana curiosità presto sazia.
E’ ciò che quella persona era che interessa davvero, perché ci restituisce un pezzo di noi con lei . Un pezzo che forse abbiamo perduto assieme all’oblio di lei e che troviamo romantico recuperare. Se di questo si tratta, il presente delle relazioni sentimentali non è minacciato dalle nuove potenzialità di facebook più di quanto non lo sia dalla presenza, in un ufficio qualunque, di una segretaria avvenente.
http://psicocafe.blogosfere.it/2008/11/facebook-e-le-vecchie-storie-damore.html


		

Una Risposta

  1. Ecco, sono d’accordo sul fatto che ripescare dall’armadio del passato una vecchia conoscenza, che possa esser un amore (più o meno importante) o anche solo un’amicizia in realtà serva il più delle volte a soddisfare la curiosità della domanda: ” e se non l’avessi perso/a di vista, oggi come sarebbe?”
    Inutile stare a precisare che se si fosse rimasti in contatto con quella persona magari adesso non sarebbe (e non saremmo!) così come è.
    Stessa cosa con i raduni dei compagni di classe, ci si trova per una pizza, si rivivono scene e scenette vissuti così tanti anni prima che era quasi un’altra vita. Ci si racconta cosa si è fatto nel frattempo, nel bene e nel male. E poi?
    E poi niente. Ognuno per la sua strada, difficile che si riprenda in modo serio a frequentarsi.
    Idem per i vecchi amori. Anche perchè le esperienze della vita durante il periodo in cui non si è stati in contatto hanno inevitabilmente cambiato qualcosa, quindi anche se volessimo ritrovare quella persona per “come era” (difficile perchè intanto anche noi non siamo più gli stessi) adesso troveremmo altro.

    Se il punto centrale dell’argomento è quanto influiscono o minano le relazioni attuali questi vecchi ricordi, direi in realtà poco nulla. Può essere che si venga presi da un momento di nostalgia pensando agli anni passati e ci si lascia andare con i ” e se..” “e ora..”
    Una relazione nata tramite chat (o simili) che proceda in parallelo al rapporto in atto, può minare la stabilità della coppia solo in pochi casi e se vi sono determinati presupposti. Solitamente quando si conosce qualcuno attraverso la rete, si tende a idealizzarla – senza contare che alla fine ci sono mille filtri e che tendenzialmente non si mette in piazza il nostro vero io, a maggior ragione quando ci si può nascondere dietro a una maschera, figuriamoci addirittura dietro a uno schermo-. A volte se si inizia a frequentarsi (ove possibile) ci si allontana nel giro di poco, quando si scopre che la realtà di quella persona è diversa da ciò che percepiamo nelle chat. Altre volte non ci si vede mai e rimane per lungo tempo in piedi un rapporto platonico, che regge così bene (e poi sì, certo!, che è la tua anima gemella, quando non si deve affrontare la quotidianità della vita…) proprio perchè non viene caricata di tutte le angosce e i problemi che una relazione “tradizionale” possa avere. In rari casi (sono meno di quanto si possa pensare) queste relazioni “extra” finiscono per concretizzarsi in un rapporto che va a sostituire quello precedente; ma reputo che in questi casi evidentemente c’era qualcosa che non andava nel vecchio rapporto già prima,e si stava aspettando il modo, il momento (la giustificazione) per mettervi fine.

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