Il Traffico e l’isterica

Stamattina, andando in ufficio, traffico terrificante e corsie bloccate.
Mi ritrovo nella corsia di sinistra, dove è necessario girare a sinistra e cerco di rientrare nella corsia centrale…ma con tutte le macchine incolonnate, l’impresa è pressocchè impossibile.

Ad un certo punto, provo a farmi avanti e mi ritrovo un signora con un SUV, modello donna in carriera, che accellera per non farmi entrare.
E va beh…dico io. Ma non paga abbassa il finestrino e inizia a vomitarmi addosso i peggio insulti. Allora, secondo la mia collaudata tecnica, abbasso il finestrino, le sorrido e le dico “si grazie, una buona giornata anche a lei”. La tizia esce di testa e mi ricopre di improperi. Una vera pazza schizzata. Ma io ormai la sto bellamente ignorando.

Cmq, mi infilo dietro di lei e, incolonnati, procediamo per un po’ . Poi lei scatta sulla sinistra per guadagnare una posizione sulla colonna. Io invece rimango li dove sono: nella posizione corretta.

Al semaforo successivo il capolavoro della Ruota dela Vita che gira: lei deve rientrare nella corsia centrale e io con un sorriso beffardo vado avanti e le impedisco l’entrata…

La tipa abbassa nuovamente il finestrino e me ne dice di tutti i colori (tra cui: “pezzente comunista del cazzo” che mi chiedo in base a cosa l’abbia postulato). Al che abbasso il mio, proprio mentre con il verdo vado via lasciandola li, salutandola con la mano e dicendo “Arrivederci!”

Me la godo per qualche istante nello specchietto retrovisore in preda ad una crisi isterica selvaggia e poi me la lascio definitivamente alle spalle.

Ora mi chiedo…al di là delle reazioni isteriche e gli insulti, come si può avere due atteggiamenti nella stessa situazione talmente in contrasto? Comportarsi in un modo e poi lamentarsi se lo fa qualcun altro? Quello di usare due pesi e due misure è una male tipico del nostro tempo. Gli altri diventano solo degli ostacoli alla nostra arroganza, alla nostra prepotenza. L’egocentrismo diventa diritto di sopraffazione: “io, io, IO!”

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Una Risposta

  1. troppo gentile.
    esiste un metodo collaudato da me personalmente.
    si tratta di citare i grandi classici.
    la prima volta le avrei detto:
    “la calma è la virtù dei forti”, nota frase di William Shakespeare.
    la seconda volta le avrei detto:
    “la maiala di tu’ mà”, dal Decamerone di Giovanni Boccaccio.
    (il mio spirito Fiorentino ha preso il sopravvento, ma ti assicuro che è un metodo che funziona)

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