Le cose

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono“. [Tyler Durden]

Le “cose”. Riempiono la nostra casa, i nostri spazi, i nostri pensieri.  Si legano alle nostre individualità nei ricordi, nei desideri di possederle, nel rammarico e nella tristezza della perdita. Ciò che possediamo può identificarci, può darci una posizione ben definibile nella società, puà assumere significati importanti nella nostra esistenza. Erich Fromm scrivera “Essere o Avere”. Ma non è questa la riflessione di oggi.
Oggi voglio parlare del rapporto che abbiamo con le cose e del come le consideriamo e, poiché lo scopo e fare sempre emergere domande dentro noi stessi ho selezionato 7 quesiti apparsi sul sito www.greenme.it in un interessante post riguardante il consumo consapevole e sostenibile.
Ponetevi queste domande su alcuni degli oggetti che avete in casa.

1. Funziona ancora?

Sembra ovvio, ma non lo è: a volte liberarci di un oggetto, per quanto rotto e inutilizzabile, è davvero difficile, per ragioni affettive o anche per pura e semplice pigrizia. Basti pensare alla vecchia sveglia che usavamo al liceo, che ha smesso di suonare e ticchettare da anni, ma che continuiamo a tenere in bella vista su una mensola della camera. Oppure al tostapane fuori uso che abbiamo messo in una scatola in soffitta, pur di non gettarlo via. Siamo davvero sicuri che quello sia il posto giusto in cui tenerlo?

2. Se si rompesse o lo perdessi, ne compreresti uno nuovo per sostituirlo?

Se la risposta a questa domanda è negativa, vuol dire che l’oggetto in questione non è esattamente fondamentale per la vostra sopravvivenza. Quindi, ben vengano il riciclo e il riuso, se possibili, oppure lo scambio o il dono, se conoscete qualcuno che potrebbe trovarlo utile. O, infine, la rottamazione (ovviamente, differenziando tutto quello che può essere differenziato).

3. La state conservando, o meglio, “preservando”, per una non meglio identificata occasione futura?

Una tendenza molto comune, che potremmo definire tipica delle brave massaie, è di conservare ogni oggetto in vista di un possibile utilizzo futuro. La brava massaia, infatti, ripone con cura in armadi, scaffali e cassetti la maggior parte dei regali che riceve: dal frullatore, alla borsetta, alla sciarpa e a qualsiasi altro articolo.

Questa tendenza, innata in molti di noi, contribuisce a spiegare l’enorme quantità di oggetti inscatolati e mai utilizzati che spesso si incontrano nelle nostre case: degli articoli destinati ad invecchiare e a diventare dei rifiuti senza mai essere stati usati. Non trovate che sia tristissimo? Non sarebbe meglio farne buon uso o regalarli a qualcuno che potrebbe trovarli utili?

4. Serve davvero al suo scopo? O, più precisamente, ha davvero uno scopo?

Nei nostri ripostigli e nelle nostre soffitte ci sono tanti graziosissimi oggetti la cui funzione ci è assolutamente oscura: basti pensare a buona parte degli strumenti e delle suppellettili da cucina che è molto comune ricevere come regalo in occasione del Natale o di altre ricorrenze … Insomma, non è obbligatorio tenere proprio tutto, specie se non sappiamo dove metterlo o cosa farne.

5. L’ho mai usato?

Guardiamoci intorno. In tutte le case ci sono oggetti mai utilizzati: per fare un esempio molto comune, pensate a tutte le agende e agendine e rubriche e calendari che riceviamo in omaggio nei mesi di dicembre e gennaio, da parte di banche, supermercati e compagnie di assicurazioni. Molte di queste restano inutilizzate, ad ingiallire in qualche angolo: perché non regalarle a qualcuno, ad esempio farle usare da figli e nipoti, i propri o quelli di vicini e conoscenti, per le brutte copie o per gli appunti di scuola e dell’università? La stessa cosa può dirsi del robot da cucina che avete ricevuto in regalo poche settimane dopo averne comprato uno di tasca vostra: regalatelo o, al massimo, scambiatelo, piuttosto che lasciarlo invecchiare in soffitta.

6. È davvero un ricordo? Mi ricorda davvero qualcosa?

Con la giustificazione “È un ricordo” abbiamo riempito le mensole e i cassetti di casa degli articoli più disparati: fermiamoci un attimo a pensare a quale occasione o persona ciascuno di essi è legato. Così facendo, potrebbe capitarci di scoprire che i ricordi “veri” – realmente significativi per noi – sono davvero una piccolissima parte del caos che abbiamo accumulato nel corso degli anni.

7. Può essere utile per fare altro?

Quindi, ricapitolando, conserviamo molto spesso degli oggetti che non useremo mai e che stanno lì, anno dopo anno, ad invecchiare e a prendere polvere. Quindi, cominciamo a liberarcene, regalando oppure scambiando con amici, parenti e conoscenti tutto quello che può ancora essere utile, perché nuovo o poco utilizzato o comunque ancora funzionante, e recuperando e riciclando quanto può essere recuperato.

 

Trovo che i quesiti proposti siano ben formulati.
Io stasera mi metto all’opera e passo in rassegna la casa: ho come il sospetto che alla fine potrei buttare il 90% delle suppellettili. E soprattutto accorgermi che il mio metro di valutazione è fuorviato da meccanismi che mi sfuggono…

 

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