Qualche piccola esagerazione

Oggi parliamo di un fenomeno che ha sicuramente investito chiunque tra noi nel corso della propria vita: la tendenza all’Esagerazione.

Richard H. Gramzow, psicologo all’ Università di Southampton ha verificato  che, se a degli studenti si chiede di  dichiarare il punteggio da essi ottenuto nel test scolastico SAT, una buona parte di essi  lo sovrastima sistematicamente, ovvero dichiara un punteggio superiore a quello effettivamente ottenuto.

Perché mentono? Ma sopratuttto, stanno veramente mentendo?

Gramzow ritiene che non si tratti di una vera menzogna e che essa potrebbe addirittura non essere intenzionale.
L’ipotesi è che la tendenza a esagerare l’esito di una propria prestazione passata sia un processo psicologico molto diverso dalla menzogna deliberata autocelebrativa
Mentre quest’ultima  trae origine da intenzioni esplicite di self-marketing (voglio farmi bello agli occhi del mio interlocutore), la leggera modifica della realtà sarebbe inconsapevole e il frutto di  processi ricostruttivi della memoria con funzionalità auto-motivante.

L’inconsapevolezza sembra accertabile dal fatto che chi esagera il suo punteggio al SAT non è in ansia e non manifesta tutti quei segnali psicofisiologici di attivazione tipici di chi mente o di chi nasconde un segreto, al contrario questi studenti sono piacevolmente connotati da un punto di vista emotivo se vengono intervistati sull’argomento.

Il fatto che la tendenza a sovrastimare il punteggio sia  influenzata da processi ricostruttivi della memoria sembra invece dimostrato dal fatto che la tendenza alla sovrastima aumenta quando il ricordo del vero punteggio ottenuto al SAT diventa meno accessibile (ossia se è inserita una distrazione o se trascorre una settimana di tempo fra la conoscenza del punteggio ottenuto e il suo recupero in memoria).

La funzionalità automotivante della tendenza sarebbe deducibile dal fatto che chi è più propenso ad esagerare i risultati della propria performance scolastica è anche maggiormente incline a lavorare sodo per raggiungere livelli di prestazione più elevati nel futuro e solitamente ci riesce!
In altre parole il meccanismo che induce a “colorare di rosa” le proprie gesta passate, lungi dall’essere un mero ed esplicito tentativo autopromozionale, sembra un’anticipazione delle aspirazioni di una persona, e un predittore dei suoi obiettivi e risultati futuri.

Un esercizio di proiezione di sé stessi nella direzione delle proprie ambizioni.

In parole povere chi riesce a raccontarsi (genuinamente) di essere andato ad un esame molto meglio di come è andato davvero, non solo non sta mentendo nè agli altri nè a sé stesso, ma sta esprimendo la propria aspirazione e si sta anche mettendo in condizione di andare veramente meglio la volta successiva.

Riflettiamoci la prossima volta che un pescatore ci racconta delle poco convincenti dimensioni di un pesce pescato nel week-end!

Una Risposta

  1. Concetto interessante! Stavo per scrivere stizzita che lungi da me certe cose, io non le farei mai, poi ho ripensato ai miei voti del liceo e di come sia rimasta male quando ho rivisto le pagelle, perché me li ricordavo più alti! E tutt’ora tendo a credere di aver riportato male i voti, mentre la mia mente è di sicuro nel giusto.
    -__^
    Probabilmente è una cosa che succede a tutti o quasi tutti; è un’ottima cosa avere la capacità di crearsi profezie positive che si autoavverano.
    Anzi, ad un corso per lo studio e l’autostima che ho frequentato dicevano che prima di affrontare un qualsiasi esame, scolastico o lavorativo, varrebbe la pena crearsi la situazione nella propria mente dove ci si sente bene, si risponde egregiamente alle domande, le persone rispondono con cortesia e l’esame viene superato con successo. Un atteggiamento del genere tende a far accadere davvero quel che si è immaginato, e d’altro canto piangersi addosso non farà altro che richiamare le sfighe su di sé (quindi in occhio!).
    Grazie per l’interessante truchetto che ci consigli, Uskebasi!

    Ps. (sono Elorian, questo è il nick del blog che ho aperto).

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