Pubblicità Renault Clio

Talvolta mi chiedo se io stia diventando un po’ moralista…Mi ritrovo infatti a criticare un messaggio che mi pare non solo diseducativo, ma talmente lontano dal mio modo di pensare, da risultare stupidamente offensivo.

Mi riferisco alla pubblicità dell’automobile Clio che appare in TV da qualche settimana e che vedete sopra.

La cosa che mi ha infastidito è che fondamentalmente vengono proposte due “cose belle” delle vita e vengono messe in competizione per decidere quale sia la migliore.
Da un lato la giovane e bella maestra, che rappresenta la libertà, il divertimento , l’abbandono di responsabilità, la leggerezza, l’innamoramento; il tutto invidiato dal gruppetto di papà che sembra triste, che guarda con rammarico, con nostalgia, la coppietta che va via con la macchina verso emozionanti avventure…mentre loro tornano a casa con i figli verso la famiglia, la responsabilità, la pesantezza, la prigione.
Il messaggio viene poi sottolineato (per quelli che ancora non l’avessero recepito) con la frase finale:

“Dalla vita, aspettati di più”

La scorrettezza sta ovviamente nel proporre due modelli di vita che normalmente sono consecutivi (quando sono giovane mi diverto senza pensieri, quando divento uomo metto su famiglia) come paralleli. E ovviamente viene emesso il giudizio sul quale dei due sia il migliore. Certamente questa non è una regola. I due modelli possono anche essere frutto di una scelta matura: decido di non mettere su famiglia, o di non avere figli e sicuramente, in questo caso, starò facendo la scelta migliore per me.

Presentarlo come modello sociale generico comune, tuttavia, mi sembra dare un messaggio altamente diseducativo. Direte voi, giustamente, che una pubblicità non deve essere educativa e che il suo scopo potrebbe anche essere quello che si parli del Brand, bene o male è irrilevante. Verissimo.
Ma lo scopo è quello di vendere e io vi posso assicurare che questo spot non mi ha invogliato minimamente all’acquisto.

Giusto per chiarire il concetto: io le belle donne le guardo sempre. Ma mentre sto per abbracciare mio figlio che non vedo da tutto il giorno, potrebbe passare anche il pulman di play boy stracarico di signorine nude….
I suoi occhi, il suo sorriso, la sua gioia nell’abbracciarmi, la sua voce che dice “papi!”.  Io sono certo: per me non c’è niente di più dalla vita.

Per chi pensasse che si tratta di un’azione provocatoria unica della Renault, posso dire che non è l’unico spot che attacca la famiglia. Evidentemente i pubblicitari ai quali si appoggiano hanno deciso una strategia di marketing ventennale mirata appunto a presentare il marchio in questa maniera.

Di seguito vi cito dal sito Europa Oggi, l’elenco di cui sto parlando:

1993, Renault 19. Un uomo si sposa ben quattro volte, ma si reca alle cerimonie sempre con la stessa automobile.
Insomma: cambiar moglie è un attività – come sappiamo – completamente indolore, senza strascichi economici o traumi affettivi, né per i coniugi né per i figli. In ogni caso, è certo più facile che cambiar macchina.

2009, New Scénic. Lo spot ricicla in gran parte l’idea di sedici anni prima, presentando un uomo che porta a spasso sorridente i figli nati da tre matrimoni diversi e un’avventura.
Recita il claim: “New Renault Scénic. Facciamo posto a tutte le famiglie”.
Ancora, tutto facile: basta avere la Scénic!

2009, Scénic Xmod. Nello spot una ragazza contempla la vetrina di un negozio di articoli per la prima infanzia e si rivolge al suo fidanzato: “Lo sai che cosa mi piacerebbe?” Il giovane cambia espressione: sguardo terrorizzato, brivido lungo la schiena: questa non vorrà mica un figlio? Ma la ragazza rompe l’incanto: “Le scarpe della commessa!” Sollievo del fidanzato.
Il claim: “Renault Scenic Xmod. Tutto il resto può aspettare”. Anche i figli, figuriamoci (salvo ricorrere angosciati, a quarant’anni, ad inseminazioni artificiali, bombardamenti ormonali, ecc.).

2009, Nuova Twingo. Due versioni della pubblicità.
Nel primo spot, un ragazzo in giro di notte con gli amici sorprende il padre vestito da drag queen…e gli chiede di essere messo in lista per assistere allo spettacolo!
Nel secondo spot, una madre vede per caso un manifesto che pubblicizza uno spettacolo in cui la figlia si esibisce come spogliarellista e… le fa i complimenti per il nuovo lavoro!
Il claim: “Vivi il tuo tempo. Vivi Twingo”


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10 Risposte

  1. Ma la cosa peggiore è che chi le guarda, padri e madri di famiglia che vivono quotidianamente ed eroicamente la loro vita normale, si ritrovano a pensare che forse la verità e la felicità sia proprio nel modello proposto insieme alla macchina.
    Mi trovi completamente d’accordo con quello che hai scritto.
    Bravo!

  2. Le pubblicità hanno l’unico scopo di vendere. Probabilmente a livello statistico un ventenne compra più macchine di un padre di famiglia, spesso costretto nella scelta dalle necessità familiari di spazio ed economiche.
    E che in giro ci siano bambini di quarantanni, incapaci di far partire una lavatrice, purtroppo è terribilmente vero.
    Io credo che la vita di famiglia non sia abnegazione, ma un insieme di equilibri delicati.
    Purtroppo i messaggi pubblicitari non mirano all’educazione (che comunque spetta alle rispettive famiglie, non certo alla TV), ma soltanto ed esclusivamente alla vendita. E a quanto pare, in tv tutto è permesso (tranne l’erotismo, che viene censurato a casaccio qua e là, rovinando i film di Tinto Brass e lasciando invece i culi in aria nelle trasmissioni della domenica pomeriggio).

  3. NON DIMENTICHIAMO CHE LA FAMIGLIA PER IL GOVERNO ATTUALE E LA SOCIETà MODERNA è UN OSTACOLO AI CONSUMI!!
    VISTO CHE LA CLIO è UNA UTILITARIA NON CERTO DA RICCHI, MA DA CLASSE MEDIO BASSA CHE MAGARI NON ARRIVA A 1200 EURO AL MESE, IL MESSAGGIO DELLO SPOT è CHIARO: SE AVETE DUE SOLDI, USATELI PER COMPRARE UN’AUTO!! LA DONNA è SOLO LO STORICO CONNUBIO DONNE-MOTORI, MA NELLA VERSIONE DA POVERI (LA CLIO NON è UNA PORCHE) QUINDI ANDAVA RINFORZATO CON IL CONFRONTO CON GLI “SFIGATI” CON LA FAMIGLIA!!

  4. Non sono sicuro che polemizzare su uno spot che presente uno stile di vita alternativa a quello moglie-lavoro-figli, sia degno di una riflessioni per menti ben aperte.

    • Ciao Gabriele, come potrai notare, rileggendo meglio il post, la polemica non è sullo stile di vita alternativo al modello “moglie-lavoro-figli”, che riesci a riassumere con una sola parola in maniera forse un po’ troppo semplicistica e superficiale, bensì sul paragone che viene fatto tra modelli di vita differenti e sull’arroganza del messaggio che viene passato di determinare quale sia il di più. Non sono io a decidere quale sia il modello migliore per la società (mi limito a scegliere quello che per la mia natura è più soddifacente), ma neanche accetto che mi venga subdolamente proposto. Con il fine, poi, di vendere un auto! Credo che tu non abbia colto il senso dello scritto. Così come non hai colto un altro mio post che hai commentato in maniera assolutamente “fuori tema”, richiamando l’attenzione sullo Stato Pontificio, mai nominato in quel testo. Riflessione per Mente Aperta è proprio questo: andare oltre i modelli standard tra i quali ci muoviamo per cogliere le domande. Non le risposte che la prepotenza di molta gente pretende di dare come verità assolute.

  5. trovo queste pubblicità allucinanti, soprattutto quella della coppia che vede la vetrina. ma mi hanno aperto gli occhi: è questo che ci inducono a fare: consumare, consumare, consumare, lasciando da parte la vita.

  6. Trovo anch’io diseducativo lo spot della Renault e mi fa piacere leggere che anche altri la pensino così.
    Girando sul Web ho invece letto diversi commenti favorevoli che giustificano il messaggio pubblicitario evidenziando il target “non familiare” della clientela a cui è rivolto.
    A mio avviso, alla base – non solo di questa pubblicità, ma avviene anche con i film e i programmi televisivi – l’intento sottile è quello di indurre le nuove generazioni (alle quali è appunto rivolto lo spot) a pensare in un certo modo, a sostituire valori basilari (spacciati per vecchi e desueti) con un modo di pensare come dire … più FREE. I risultati sono sotto gli occhi di tutti…
    Questo non vuole essere moralismo ma un invito ad aprire gli occhi… occorre usare la PROPRIA testa e per far questo occorre approfondire, studiare, confrontare opinioni, ecc. Non accontentarsi di quello che ci viene propinato dagli altri (in questo caso i pubblicitari) che certamente fanno i LORO e non certo i nostri interessi!!!

  7. Salve a tutti. Ho trovato questo commento mentre cercavo su internet la pubblicità della Clio “Dalla vita aspettati di più” per postarla su facebook e segnalarla come una delle peggiori pubblicità che io abbia mai visto. Concordo totalmente con Uskebasi con ciò che ha scritto. Anzi, ha ampliato il mio pensiero sul concetto che gli ideatori di quella pubblicità volevano far passare. C’è una cosa, però, che vorrei aggiungere. E’ vero sì che le due scelte di vita non possono essere paragonate perché entrambe lecite, ma è altrettanto vero che quando arriva un figlio non c’è nulla di pi bello…sia per una donna che per un uomo. La gioia che un figlio ti da non è minimamente paragonabile alla null’altro che si possa fare nella vita. I figlio non ti tolgono la libertà, modificano solo il tuo modo di viverla.
    Un altro appunto vorrei fare a questo spot. Da anni ho un vecchio modello di Clio che ho sempre trovato ottimo. Fino a qualche tempo fa, quando pensavo di dover cambiare l’auto, pensavo di prendere un nuovo modello della stessa macchina. Bene, dopo aver visto i diversi spot della Renault, mi sono “disamorata” di quella macchina. Se il loro intento di far parlare del prodotto è andato a buon fine, non hanno tenuto conto che quando si deve vendere un articolo, la regola “bene o male, purché se ne parli” non è valida.
    Un saluto a tutti
    ARP

  8. Anch’io , come Anna Rita, ho trovato questo commento mentre, allibita, cercavo su internet qualcuno che la pensasse come me!
    Mi sembrava impossibile che nessuno avesse notato questo poco esaltante messaggio.
    I miei figli vedono quotidianamente questa pubblicità che ha l’intento di farli sentire “MENO” di un mezzo di trasporto!!!
    Grazie per avermi fatta sentire in compagnia.
    Questa pubblicità è scandalosa!

  9. renault colpisce ancora.. !!! una ragazzina che avra’ si e no 12 anni che mostra il tatuaggio sulla schiena e la mamma si “snatica” per mostrare il suo a colori… che vergogna !! EDUCATIVO ! e nessuno come sempre e come al solito fa niente….

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