Effetto del Falso Consenso

“Siamo due persone intelligenti e informate, sappiamo discutere civilmente e sappiamo argomentare le nostre idee, usiamo coerentemente logica e dialettica e ci troviamo a parlare di un argomento le cui implicazioni sono palesi. Come è possibile che tu non raggiunga le mie stesse conclusioni? come puoi non pensarla come me?”

Ammettiamolo, tutti abbiamo fatto questo pensiero riguardo un interlocutore, magari amico, di cui abbiamo grande stima e rispetto ma di cui non condividiamo un’opinione. Cerchiamo di capire cosa succede facendo la conoscenza dell’Effetto del Falso Consenso

L’effetto del falso consenso è la tendenza a proiettare sugli altri il proprio modo di pensare.

In altre parole, certe persone presuppongono che tutti gli altri la pensino come loro. Questa presunta concordia è statisticamente infondata e porta alla percezione di un consenso che non esiste. Questo errore logico  fa sì che un gruppo o un individuo creda che le proprie opinioni, convinzioni e preferenze siano generalmente più diffuse tra il pubblico  di quanto non siano realmente .

Questo pregiudizio è comunemente presente in un ambiente di gruppo nel quale si pensa che l’opinione collettiva del proprio gruppo coincida con quella di una popolazione più vasta. Siccome i membri di un gruppo raggiungono tra di loro un consenso e incontrano raramente coloro che potrebbero obiettare, tendono a credere che tutti la pensino alla stessa maniera.

Di conseguenza, quando si confrontano con l’evidenza che un consenso non esiste, queste persone pensano spesso che chi non è d’accordo con loro abbia qualche mancanza.

Pare tra l’altro che le cause di questo schema mentale siano da ricercarsi in meccanismi protettivi come la propensione all’autoappagamento e similari…

2 Risposte

  1. Questo fenomeno mi mette preoccupazione, perché ogni volta che una persona si muove a nome di un gruppo, a ragione o a torto che sia, commette azioni de-responabilizzandosi. E quando una persona agisce dando alle proprie azioni minor peso di quanto ne abbiano si possono creare problemi, contrasti, violenze dando origine a veri e propri atti che vanno a ledere la libertà e la salute stessa di altre persone. In estremis anche atti di delinquenza d’ogni tipo.
    Il fenomeno che conoscevo io, invece, è solo a livello indviduale e si tratta di ascolto proiettivo: in pratica mentre si parla con qualcuno che conosciamo c’è il rischio di “proiettare” sulla persona che sta parlando quello che ci si aspetta da lui. Ovvero, si rischia di non ascoltare veramente quello che sta dicendo, perché tanto “sappiamo già cosa sta per dire”.
    Ed anche se un fenomeno del genere non degenera in contrasti violenti, causa comunque un fraintendimento, una mancanza di comunicazione a volte anche grave.
    E purtroppo, parlo stavolta per mia esperienza, buona parte dei motivi dei contrasti e dei litigi tra le persone è il fraintendimento, la mancanza di chiarezza e tutta la porzione di informazioni non dette, omesse perché scontate.
    Credo che la comunicazione sia fondamentale e vale la pena porgere attenzione al riguardo al fine di essere chiari e di ottenere chiarezza. Aspettarsi un feedback ad ogni intervento, evitare di presupporre qualcosa su chi sta parlando. Tutte cose facili a parole ma impegnative da mettere in pratica.

  2. L’uomo è un individuo solitario nato per vivere in branco e, poichè non può vivere solo, tende a selezionare il proprio gruppo.
    Si possono distinguere 2 individui:
    – i pigri, che non vogliono mettersi in discussione
    – i curiosi, che cercano nel confronto altre sfaccettature dello stesso prisma

    Il pigro è colui che trova la “mancanza” in coloro che non la pensano come lui, poichè sfugge il confronto

    Il curioso è colui che si arricchisce dalla diversità di pensiero, anche se non condiviso

    L’autoappagamento e la ricerca del consenso, fanno parte dell’educazione che ci viene impartita nell’infanzia, supportano il nostro io e sono vitali per la nostra soppravvivenza ma diventano patologici se non accompagnati dal senso di rispetto per tutto ciò che è oltre il nostro spazio vitale

    Tutto sta nel ricordarsi anche da adulti che noi siamo il frutto delle nostre esperienze, dell’educazione che ci viene impartita e dell’ambiente in cui esistiamo e che tutto ciò è in evoluzione.

    La staticità mentale comporta l’isolamento, l’incapacità di confrontarsi e di evolversi e di conseguenza l’impossibilità ad accettare pensieri diversi dai propri

    Io posso non condividere il tuo pensiero ma devo ascoltare e comprendere perchè è diverso dal mio

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