Donne! è arrivato l’arrotino!

Oggi volevo fare una riflessione su questo quasi leggendario figuro del quale di tanto in tanto udiamo il richiamo: l’arrotino!

Da una rapida ricerca sul web ho scoperto che il famoso richiamo pubblicitario è esattamente lo stesso in tutta Italia.
Curioso per un mestiere che nasce come attività itinerante e che quindi dovrebbe adattarsi alle regioni, alle usanze verbali ai dialetti che questo pellegrino dei coltelli incontra nel suo viaggiare.

È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
È arrivato l’arrotino!

Chi sarà lo speacker che ha creato/interpretato questi versi immortali?
Di dove era originario? lo avrà fatto per se stesso?

Il fatto che tale messaggio venga replicato pressocché identico ovunque fa davvero pensare che esista un franchising degli arrotini…ti forniscono il materiale, gli arnesi da lavoro e ovviamente il nastro registrato.

Di sicuro esiste una Associazione nazionale degli Arrotini e delle Coltellerie, ma poiché è nata nel 1998 è impossibile che abbia responsabilità nell’editing del messaggio.

Un excursus storico ci fa scoprire che nei tempi antichi il mestiere fosse un secondo lavoro invernale, tramandato di padre in figlio, dei contadini di montagna della Val Rendena, la zona del Trentino situata nel cuore delle Dolomiti di Brenta
Un altro importante luogo d’origine degli arrotini è il Molise, da cui dovrebbero provenire quelli che girano in automobile con gli altoparlanti.

Sta di fatto comunque che, come tutti i mestieri ha avuto la sua evoluzione tecnologica: dall’ambulante che girava a dorso di mulo con la mola che girava a pedali…alla bici…all’automobile.

A metà anni ’70 giravano infatti per Roma a bordo di Fiat 500 modificate in modo che al motore fosse collegata una puleggia che metteva in rotazione la mola; l’arrotino non doveva far altro che aprire il vano motore della 500 per servire il cliente.


Già allora l’arrotino aveva adottato l’attuale messaggio pubblicitario
e già lo diffondeva attraverso degli enormi altoparlanti montati sul tettuccio dell’automobile, come si usava fare per i messaggi elettorali.

Il mestiere dell’arrotino è stato oggetto nel 2002 di un’indagine del Laboratorio Monitoraggio Imprese Milano, della Camera di Commercio milanese, che ha evidenziato la presenza di tre soli arrotini “in servizio” nel capoluogo lombardo, 15 inclusa la provincia, 67 in Lombardia e 514 in tutta Italia. Di ombrellai nel capoluogo lombardo non è rimasta traccia; in compenso se ne conta uno in Lombardia e 12 in Italia, e comunque si tratta di ombrellai che affiancano all’attività primaria quella magari di arrotini, pellettieri, venditori di profumi e di articoli di bigiotteria.

Ma si ferma mai l’arrotino? È come se questi fosse una specie di Ebreo Errante destinato a vagare in eterno senza mai fermarsi e, infatti, c’è chi giura di aver visto soltanto arrotini in movimento a bordo della propria auto, ma mai nell’esercizio effettivo delle proprie funzioni…

Ed ecco la riflessione: come è possibile che esista un solo ombrellaio in tutta la lombardia?? a tal punto è arrivato il nostro consumismo? Ci è mai capitato di far riparare un ombrello? Personalmente ricordo di averli sempre buttati…d’altronde non ricordo di aver mai avuto un ombrello di valore…
Non sarebbe forse il caso di fare un passo indietro e ricominciare a riparare le cose? Ci fanno una testa tanta con il riciclo, ma questo non è altro che rimettere sul mercato le risorse consumate. Va bene in termini di sostenibilità dell’ambiente, ma riguardo al modello economico sociale non da nessuna spinta in una direzione davvero valida. Voi che ne pensate?

[Fonte: Dottor StranoWeb / Wikipedia]

Una Risposta

  1. Certo che converrebbe far riparare le cose! Il riciclo è il futuro!
    Ma dove andrebbe a finire il consumismo dell’usa e getta?
    Ci sono elettrodomestici indistruttibili che da trenta anni svolgono egregiamente il loro lavoro, con una corretta manutenzione ed, ogni tanto, un’esperta riparazione.
    Ma se un elettrodomestico dura in eterno, come si fa a vendere altri elettrodomestici.
    Ahimè, povero arrotino, mi sa che lo si vedrà presto catalogato tra gli animali in via d’estinzione…

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