La pupa e il secchione

Per fare audience, per fare soldi, si è creato il modello odioso della Velina: ragazza dalla plastica bellezza standard perennemente in bikini che si muove in maniera ginnica e spesso poco sensuale con sorrisi ammiccanti. Chiamata in causa per dialoghi da prima elementare, sfottuta per la sua vocazione nell’usare le sue parti intime per accoppiarsi con il calciatore di successo, è divenuta in breve un “must” di qualsiasi trasmissione.

Bene, all’Italiano medio piace vedere un po’ di coscie e di curve..e poi si sa che negli studi televisivi fa sempre un caldo infernale…

Poi un genio viene fuori e pensa: abbiamo fatto i soldi con un modello…adesso facciamo soldi prendendo in giro quello stesso modello!
Nasce così “La pupa e il secchione”. Se fossi una donna mi cascherebbe la mandibola a vedere queste “bellezze” che ridono di fronte alla loro gargantuesca ignoranza. L’italiano medio si sente felice! Guarda! Lui sa riconoscere Einstein dalla foto! Mettere lo stupido su un piedistallo fornendogli esempi di maggiore intollerabile ignoranza è un’operazione così assurda da riuscire: il programma riscuote il suo successo.

L’altro giorno vedo la pubblicità della nuova stagione.
In Italia c’è la fuga di cervelli? No problem. Forniamogli una pupa, soddisfiamo il suo basso istinto..e lui rimarrà!
Un messaggio così svilente che riesce ad insultare contemporaneamente:

1) I geni che in Italia ci sono e che vorrebbero qualcuno che prendesse politicamente a cuore il problema della ricerca e degli investimenti in questo campo.

2) Le donne in generale, portate ad essere paragonate a “bonus” da letto per i maschi insoddisfatti dalla carriera.

3) I geni del sesso femminile, che se l’unico “pupo” che viene messo a loro disposizione in TV è l’Enzo Ghinazzi di Ponticino, stanno proprio a posto!

Intendiamoci, bando all’ipocrisia, anche a me piace vedere donne semi-nude…e questo implica forse che voglia vederle ovunque e sempre?
Se c’è stato un limite al buon gusto, è stato da tempo superato.

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Una Risposta

  1. Il discorso è più articolato di quel che sembra, perché in fin dei conti va a far leva su sensazioni primordiali della mente umana.
    Se si analizza la sopravvivenza della specie, uno dei punti focali è la riproduzione (e tutto quel che ne consegue) per garantirne la prosecuzione.
    Benché possa capitare che le donne vengano apprezzate per le loro capacità nel lovoro o la loro tenacia e capacità di riuscita nella vita, l’aspetto fisico e la capacità di trasmettere sensualità vincono su tutto il resto!
    E’ un serpente che si mangia la coda: in fin dei conti anche le donne sono vittime di questa mentalità e invece che trascurare il proprio aspetto fisico pur di ottenere altri tipi di traguardi, spesso sono loro stesse a desiderarsi come splendide prede per gli uomini.
    Le donne sono terribilmente competitive, sanno che devono essere scelte se vogliono avere una discendenza. E si adattano al desiderio dell’uomo: è di una bella pupa scema che hanno bisogno? Pronti, lo si diventa!
    Daltronde dov’è la distinzione tra cura del proprio corpo e fissazione nel voler diventare oggetto di desiderio?
    Non so, credo che siano necessarie analisi molto più profonde al riguardo, e soprattutto credo che non sia nelle nostre capacità cambiare questo genere di tendenza.

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