il Gap Generazionale

Ho spiegato almeno 30 volte  a mio padre quale sia la differenza tra un’email, un sito web e internet…ma ancora oggi quando mando un’email per conto suo mi chiede se l’ha ricevuta anche se l’ho mandata la sera…L’ultimo strumento tecnologico da lui usato e conosciuto era il Fax e con quello lui si rapporta.

L’altro giorno mi ha chiesto quanto costava mandare un’email e quando gli ho detto “5 euro” pareva quasi contento…perché il negozietto sotto casa per mandargli un Fax chiede di meno (tranquilli..non sono così bastardo…poi gli ho detto la verità….).

Poi l’altro giorno ho visto che dal mio portatile ascoltava musica…al suo fianco a guidarlo con cipiglio sicuro c’era mio figlio. Quasi 70 anni di differenza.

Un mattino a casa...

Questo mi ha fatto riflettere sul Gap Generazionale:

“Conflitto generazionale o gap generazionale o divario generazionale indicano il divario di idee e norme culturali che separa una generazione più giovane dalle precedenti.

Può essere definito come ciò che avviene “quando le persone più anziane non comprendono le più giovani, e viceversa, a causa delle loro differenti esperienze, opinioni, abitudini e comportamenti“. “

Poiché la nostra società si basa molto sulla tecnologia ed essa si evolve in maniera esponenziale, io credo che mai nella storia si sia definito in maniera più netta un salto generazionale così intenso. Tra noi e i nostri padri tuttavia c’è un abisso anche in termini di cambiamenti della società, anche se in questo campo forse, storicamente, vi sono stati momenti di maggiore gap:

Gli anni cinquanta, ad esempio,  furono il periodo in cui nacquero i Baby Boomers, figli dei veterani della seconda guerra mondiale. Furono chiamati “boomers” perché fra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta ci fu un boom demografico dovuto agli sviluppi della medicina, all’introduzione di trattamenti specifici per malattie ad ampio raggio di diffusione, al ritorno a casa dei soldati che poterono così metter su famiglia. I Baby Boomers iniziarono le grandi proteste degli anni Sessanta, nonostante fossero molto biasimati dalla generazione precedente, la quale pensava che volessero oltrepassare ogni convenzione sociale. Questi furono gli anni in cui comparve la musica rock!

La mancanza di comprensione è figlia della mancanza di comunicazione che a sua volta è figlia della mancanza di volontà nel voler comunicare tipica delle età adolescenziale. Detto così sembrerebbe che il gap sia causato solo dai giovani, ma in realtà è più vero il contrario. Noi 30/40 enni tendiamo ormai a passare dall’elasticità mentale, culturale e morale alla stabilizzazione dei capisaldi del nostro vivere. In breve le nostre certezze si fanno più forti con l’esperienza, gli ardori rivoluzionari della gioventù si spengono e diventiamo più conservatori, nostro malgrado.

E quando l’allontanamento è intrinsecamente reciproco, il gap diventa inevitabile.

La riflessione che vi pongo è :

Questa potente parabola evoluttiva e tecnologica renderà la mia generazione più elastica e reattiva ai cambiamenti? Rispetto ad altre decadi, quanto sarà più grande o, come credo, più piccolo il gap tra me e mio figlio?

Chissà…magari tra qualche anno risponderà lui a questo post!

2 Risposte

  1. Credo tu abbia ragione.
    Racconto un aneddoto. Suona l’iPhone, mia madre prende il telefono e un po’ stizzita chiede come si fa a rispondere. Arriva mia figlia, due anni, prende il telefono, passa il ditino sullo schermo, accede alla conversazione e dice “ponto, sono Gaia, nonna non è capace, chi palla?”.
    Altro aneddoto. Dico a mia nonna che ho scritto di lei, pubblicando alcune sue storie su Internet. “Cosa hai fatto? Hai scritto su un giornale? E dov’è? Come si chiama? Lo vendono dal giornalaio? Quanto costa?”
    Ho provato a spiegare, sia a mia madre, sia a mia nonna, con risultati più soddisfacenti con la nonna che tra l’incredulo e lo stupito osservava e mi chiedeva se anche in America avrebbero potuto leggere…
    Il gap c’è e ci sarà, ma forse se ricorderemo ciò che ci stiamo scrivendo adesso, ci faremo due risate su!
    Grazie per le tue riflessioni.

  2. Purtroppo credo che il gap generazionale non dipenda dalla tecnologia.
    I miei genitori sono molto imbranati al riguardo, invece i miei suoceri sono piuttosto all’avanguardia. Per esempio mia suocera, ritenendo che la mia dieta in periodo di allattamento non fosse consona, è andata su internet, ha fatto una ricerca sulla dieta nel periodo dell’allattamento e ha stampato la pagina di un articolo che riteneva potesse andar bene al caso mio. Ma quello che davvero non riesco a farle capire non è internet.
    Il reale problema è la mentalità: per esempio lei è convinta che la donna debba servire il marito e dentro di sé disapprova il mio atterggiamento non adeguato; è convinta che la donna debba essere anche un po’ mamma nei confronti del coniuge.
    Ritengo che queste idee siano retaggi di una diversa generazione.
    Per non parlare dei casi che le giungono all’orecchio di persone che si sono conosciute tramite internet, orrore! “Saranno tutti maniaci!” e non riesce a farsene una ragione.
    Non ce l’ho con lei, ma non mi faccio illusioni sul futuro; per quanto io creda di essere elastica, forse anch’io farò fatica a capire le mie figlie quando saranno grandi e gestiranno la vita in una maniera che io riterrò poco consona. Credo che la cosa migliore da parte mia sarà consentire loro di vivere la loro vita, sulla base di buoni principi; tanto se vorranno sbagliare, non sarò certo nella possibilità di impedirglielo, e forse è meglio così.

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