Il Piacere della Lettura

Scattata in Centro a Torino

Quando ho un po’ di denaro mi compro dei libri e, se me ne rimane un poco, acquisto del cibo e dei vestiti
Erasmo Da Rotterdam
.

La riflessione di oggi riguarda i libri e la lettura e parte con una domanda:
Quanti libri è possibile leggere in una vita?

Di fronte a questo quesito mi sono subito messo a calcolare la mia media personale.
Riesco a leggere circa due libri al mese, che fanno una media annua di, diciamo, 25 libri. In dieci anni quindi riesco a leggere non più di 250 libri.
Considerando che ho iniziato a leggere a 6 anni e ipotizzando che possa continuare fino ad 80…fanno circa 1850 libri.

Ovviamente alcuni tra noi oscillano in maniera più o meno intensa intorno a questa cifra. C’è chi riesce a macinare anche 3, 4 o addirittura 5  volte la mia media. E c’è anche chi, come un ingegnere con cui lavorai anni addietro, ammise di non aver mai letto un libro che non fosse specificatamente tecnico, negli ultimi 10 anni.

Ma il problema di fondo non è quanto leggiamo.
Il problema è che per quanto ci dedichiamo alla lettura, per quanto possiamo essere divoratori di pagine senza requie o addirittura essere lettori per lavoro o necessità, per quanto ci possa essere qualcuno che legge 1 libro al giorno, ebbene, la quantità di libri di cui possiamo godere è tragicamente limitata.

“Sarebbe bene comprare libri, se insieme si potesse comprare il tempo per leggerli, ma di solito si scambia l’acquisto di libri per l’acquisizione del loro contenuto”
Schopenhauer

Ecco che quindi diventa fondamentale, sia che leggiamo tanto sia che leggiamo poco, la scelta delle nostre letture.
Il tempo è così prezioso che non possiamo permetterci molti errori. Un libro che non ci è piaciuto, che valeva poco o che non è stato in grado di suscitare in noi nessuna emozione all’infuori della noia è un passo falso che inevitabilmente ci nega la lettura di un altro libro che forse avrebbe in qualche modo dato qualcosa in più alla nostra anima.

Mi sono accorto che nella mia libreria sto tenendo solo alcune opere già lette e che mi sono piaciute, mentre quelle che obiettivamente potevano essere di “serie B” le ho fatte sparire in cantina. Mi sono accorto che probabilmente sto facendo questo per mio figlio. Infatti non è stato forse nella libreria di mio padre che ho mosso i miei primi passi alla ricerca di un buon libro? Trovai opere che ricordo con gioia ancora oggi e altre che giudicai perdite di tempo.
Lungi da me l’arrogante idea di poter stilare un “percorso obbligato” di letture e arrogarmi il diritto di giudicarlo di “qualità”, ma creare un’ambiente in cui la “proposta di lettura” possa avere delle basi “qualitativamente condivise” è forse un progetto con una sua dignità intellettuale.

C’è una cosa che da tempo non faccio più: comprare un libro perché mi ispira la copertina, il titolo o il breve riassunto sul retro.
Quella è pubblicità, specchietti per le allodole, trucchi per vendere. I libri vanno cercati! Non scelti sugli scaffali di un Centro Commerciale!
Non voglio togliervi il piacere di questa ricerca con consigli sul dove, come e quando trovare informazioni, ma anche in questo caso la rete ci viene incontro con gli assiomi di condivisione del web 2.0

Questo è un forum interessante dove qualcuno tra voi potrebbe trovare il prossimo libro da leggere, ve ne sono molti in giro:
http://libri.forumcommunity.net/

Ovviamente vi sono molti diversi modi e, ogni tanto, possiamo anche “tentare la fortuna” con una lettura casuale di un’opera sconosciuta, ricordando che l’istinto, l’intuizione e l’abbandono di un percorso prestabilito spesso possono portarci a gradevolissimie scoperte.

Curiosità: pare che la lettrice più instancabile sia Louise Brown, una nonnina scozzese di 91 anni che da sempre vive nel suo paesino delle Highlands. La signora Louise, infatti, dal 1946, data di apertura della biblioteca locale, ha preso in prestito oltre 25.000 libri….

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Una Risposta

  1. Io sono un’appassionata di lettura! Anni fa leggevo di più, ora faccio quel che posso, ma leggo almeno un po’ tutti i giorni. Il tempo dedicato a leggere non è mai sprecato; ricordo anni fa di aver letto un’affermazione “Il tempo dedicato alla lettura è tempo rubato a qualcos’altro.”. E ben rubato, aggiungo io!
    E poi riporto “I diritti imprescrittibili del lettore di Daniel Pennac ” (che tra l’altro consiglio di leggere, soprattutto il suo piccolo libro “Come un romanzo” nell’ottica di educare un figlio alla lettura)

    1 – Il diritto di non leggere
    2 – Il diritto di saltare le pagine
    3 – Il diritto di non finire il libro
    4 – Il diritto di rileggere
    5 – Il diritto di leggere qualsiasi cosa
    6 – Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
    7 – Il diritto di leggere ovunque
    8 – Il diritto di spizzicare
    9 – Il diritto di leggere ad alta voce
    10 – Il diritto di tacere

    (Che tra l’altro svela come diventi interessante la lettura per un bambino, proprio se gliela si vieta! E come vale la pena tenere un libro sul comodino e fare i misteriosi, dicendogli “Tu non puoi leggere, non sai cosa c’è qui, è qualcosa di speciale… ma tu sei troppo piccolo…”. Cose così gli infervoreranno l’animo!)

    Non è necessario leggere per imparare qualcosa, si dovrebbe leggere solo come azione fine a sé stessa. Concordo nel fatto che i libri che non fanno scaturire alcuna emozione sono i più inutili, ma ogni lettura regala qualcosa, spesso. Io ho letto per passione da quando ho imparato a leggere: eppure le mie vedute si sono veramente aperte solo a 16 anni, quando ho affrontato con passione e letto tutto d’un fiato “Il pendolo di Focault” di Umberto Eco. Ricordo che solo allora scoprii che non tutto quel che si scrive è verità, ma può essere sogno dell’autore, può essere filosofia, può essere allegoria, può essere tutto e niente. Più di una volta mi sono chiesta per quale motivo una persona scrive libri: vuol dire qualcosa? Vuol condividere le sue idee? Non ne può fare a meno? Leggere mi mette in contatto con mondi inesplorati, mi lascia sognare eppure mi consente di percepire le idee dell’autore.
    Leggere è un percorso, un po’ come vivere: la nostra vita ci offre un’infinità di possibilità eppure noi ne scegliamo solo alcune e le viviamo. Così è la lettura: è il nostro percorso di crescita e spirituale, è quanto scegliamo e quanto siamo capaci di percepire in un dato momento della nostra vita. Libri che in un momento non ci dicono nulla, a distanza di anni possono divenire interessanti e fonti di rifessione.
    E mi verrebbe infine da dire: non è importante quanto si legge, ma cosa si vive, leggendo! Aver letto per puro caso un libro fantasy a 13 anni mi ha avvicinato al gioco di ruolo in maniera indelebile. I libri possono guidare i nostri pensieri molto più di quel che sembra.

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