Un falso “buon” sentimento

Oggi voglio parlare di quei buoni sentimenti che tutti noi abbiamo, ma che in realtà, forse, non sono buoni affatto.
Esiste un processo naturale, fondamentalmente egoistico, che ci porta a fare azioni per noi stessi anche se, apparentemente, sembrano azioni assolutamente generose, altruistiche e disinteressate.
Voglio precisare che non c’è critica del giudizio in questo. Nel momento in cui osservo che una persona ha fatto un gesto altruistico e noto che in realtà l’ha fatto per soddisfare il proprio bisogno di sentirsi una buona persona, un buon cristiano, un buon cittadino…non è mia intenzione puntare il dito ed etichettare come giusto o sbagliato.
Lo scopo è come sempre spingere me stesso e spero anche voi a riflettere sui nostri atteggiamenti di vita quotidiana e su quelli di chi ci circonda. Provare a spostare il nostro punto di osservazione per vedere aspetti della realtà che forse non sono sempre così visibili.

Trovo calzante a tal proposito un testo tratto da “Oltre le Frontiere della mente” di Osho

“Non cercare di essere umile. Di nuovo sarà una maschera dell’ego.
Nessuno può darsi da fare per essere umile; e nessuno lo può diventare attraverso lo sforzo. Quando l’ego non c’è più, in te nasce l’umiltà. Non è una creazione: è l’ombra del vero centro.

Un uomo davvero umile, non è né umile né egoista.
E’ unicamente semplice.
Non è neppure consapevole di esser umile.
Se si è consapevoli di essere umili, l’ego esiste ancora.

Guarda le persone umili… ce ne sono a milioni che credono di esserlo.
Si inchinano molto profondamente, ma osservali: sono gli egoisti più elusivi.
Ora si nutrono alla fonte dell’umiltà. Dicono: “Sono umile”, e poi ti guardano e aspettano la tua approvazione.

“Come sei umile!” vorrebbero sentirti dire. “Sei davvero l’uomo più umile del mondo; nessuno è umile come te.”
E osserva il sorriso che compare sui loro volti.
Che cos’è l’ego? L’ego è una gerarchia che si fonda sull’idea: ” Nessuno è come me”,
e che può benissimo alimentarsi con l’umiltà.
“Nessuno è come me, sono il più umile di tutti gli uomini!”

Siamo quindi definitivamente e senz’appello degli egoisti? degli inconsci aridi calcolatori? Nessuna buona azione è realmente disinteressata?
Alcuni studi, come quello di Daniel J. Rankin e Franziska Eggimann pubblicato sui «Proceedings of the Royal Society B» indicano a grandi linee che :
La reputazione, in una collettività, è molto importante. La fiducia, concessa solo a chi si comporta tenacemente bene, porta benefici per tutti. Tale sistema stimola la cooperazione e dunque migliora la società. Il vivere in gruppo, perciò, con i suoi meccanismi, ci stimola a mostrarci altruisti. In sintesi c’è una spinta evoluttiva, dettata dalle maggiori probabilità di sopravvivenza, a compiere buone azioni.

E voi? che ne pensate?

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