La mente che mente

La nostra mente è una fucina eccezionale di pensieri, idee riflessioni ragionamenti.
Ha la capacità di razionalizzare in maniera perfetta utilizzando gli schemi mentali che possiede e costruendo ipotesi e proiezioni sul futuro.

E’ la nostra migliore amica ma anche la nostra peggiore nemica.

Ieri sera ho eseguito un piccolo esperimento.
Mio figlio Luciano ha fatto un bellissimo classico disegno: un paesaggio con il prato, alberi, la casa, delle montagne, mamma, papà e se stesso.
E ovviamente il classico Sole con occhi naso e sorriso.

Ho deciso di appendermelo in ufficio, ma prima l’ho analizzato un po’ con lui.
“Come mai hai fatto il Sole con la faccia?” ho chiesto.
“Perché è più bello” è stato la risposta.
“E perché è più bello?” ho chiesto io
Dopo averci pensato un po’ Luciano mi ha risposto: “Perché il Sole è più bello se è una persona!”
Una bella risposta, ho pensato io. Un Sole umanizzato è rassicurante. Là in alto nel cielo, ci sorride, ci tranquillizza. Cosa c’è di meglio?

Tuttavia non soddisfatto ho posto un ulteriore domanda.
“Perché il Sole è più bello con la faccia e il resto no? potevi fare anche una faccia all’albero, al prato, alla casa….”
La prima difesa di Luciano è stata cercare di smontare la mia affermazione “La casa ha una faccia! ci sono le finestra che sono gli occhi e la porta che è la bocca….”
Ma io ho insistito “e il cielo? e le nuvole? e le montagne? a loro non l’hai fatta la faccia…perché?”

Ed ecco che la mente di Luciano si ritrova in difficoltà.
Ho scoperto un punto oscuro. Lui ha fatto qualcosa…e non sa il perché.
Il motivo per cui ha fatto il Sole con la faccia è che lo ha sempre visto disegnare così, dagli altri bambini, la maestra, la nonna (e probabilmente l’ha visto in quel terrificante programma…i teletubbies….brrr). Ma messo di fronte al fatto che non c’è un motivo frutto di un ragionamento o di una scelta la sua mente si trova in difficoltà e cerca delle scappatoie. Quando non le trova è disposta ad affermare qualsiasi cosa. Anche il falso. E a convincerci di esso.

Alla fine Luciano ha risposto così: “volevo fare la faccia anche alle altre cose ma me ne sono dimenticato…” piuttosto che ammettere il fallimento la sua mente propone un elegante via d’uscita da questo faro inquisitore puntato su di lei.

Questo schema protettivo di se stessa che la mente applica è esattamente lo stesso nei bambini come negli adulti.
L’agire inconsapevolemente porta a questo.

A tal proposito mi pare interessante citare un tratto del libro  “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho:

“La normalità è solo una questione di consenso. Ossia, se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa“.

“Ogni essere umano è unico, con le proprie qualità, i propri istinti, le proprie forme di piacere, il proprio spirito d’avventura. Ma la società finisce per imporre una maniera collettiva di agire: nessuno si ferma mai a domandarsi perché sia necessario comportansi in quel modo. Ci si limita all’accettazione. Nel corso della tua esistenza hai mai conosciuto qualcuno che si sia domandato perché le lancette dell’orologio si muovono in una direzione, e non in quella opposta?”

“Se qualcuno lo domandasse, probabilmente si sentirebbe rispondere ‘ma tu sei matto!’ Se insistesse nella domanda, dapprima le persone tenterebbero di trovare una ragione, poi cambierebbero argomento, perché non può esistere alcun motivo valido.”

“Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.”

“È grave sforzarsi di essere uguale. È grave voler essere uguale, perché questo significherebbe andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica a un’altra”.

PS
Ho cercato su Yahoo Answers se qualcuno avesse domandato questa cosa del senso degli orologi.
Una risposta interessante è questa:

Le lancette ripropongono il verso di rotazione dell’ombra nelle antiche meridiane. Il tutto, ovviamente, connesso al fatto che le meridiane e glli orologi sono stati sviluppati nell’emisfero settentrionale, altrimenti avremmo avuto probabilmente le lancette che girano al contrario.

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5 Risposte

  1. molto bello davvero… un saluto a Luciano e Andreea

  2. Trovo la riflessione molto interessante…
    E le domande poste di certo un argomento su cui riflettere…
    Quindi non ho nulla da eccepire.
    Mi trovo però a voler lasciare un commento che, forse, è solo la prosecuzione di un discorso già improntato da Domenico e spero non me ne voglia male.
    Al di là della risposta “sulle lancette”…
    Trovo che la riflessione vada fatta essenzialmente sul “perché”.
    Concordo con Domenico per tutti i casi ove “non vi è un perché” se non la sola omologazione. In tutti e solo in quei casi ove la gente pone in essere azioni, schemi, atti, fatti (o come vogliate chiamarli) per mera consuetudine.
    Non mi trovo d’accordo quando: azioni omologate a quelle di altri, si pongono in essere sulla base di un “perché”, di una motivazione, ma solo nel caso essa sia ragionata, indagata, studiata, informata, conosciuta.
    Tante volte sento dire: “perché tizio mi ha detto così…”.
    Ma tu (noi) sei andato a verificare? O millanti ignorante (millantiamo ignoranti) ciò che ti dicono gli altri sicuri sia la verità?
    Tra l’altro, molte volte, scontrandoci con opinioni diverse di altri e, quasi sempre, mai arrivando ad un accordo (perché, magari, ci si fida di più del dire dell’altro o per una semplice questione di orgoglio).
    Io mi chiedo: é tanto difficile spendere 2 minuti della nostra vita per informarci?
    Ed è proprio qui che divergo dalla riflessione di Domenico e pongo la mia.
    Divergo dicendo che, a mio parere, è lecito uniformarsi ed uguagliarsi agli altri quando v’é una motivazione.
    Facendo stupidi macro esempi: il linguaggio (perché devo poter comunicare), il cibo (perché piace a me quanto a te), un’idea (perché, su fondati motivi, viene condivisa da più persone che la reputano giusta).
    Cioé vi sono delle omologazioni, dei modi di agire e di fare delle persone eguali, perché vi sono delle esigenze.
    Lo stesso, al di là della logica spiegazione della meridiana, varrebbe per le lancette dell’orologio.
    La spiegazione più semplice potrebbe essere perché io devo poter comunicare un “tempo” ad altre persone e non posso impararne un modo diverso per ogni persona sulla terra o dieci modi diversi. O anche due se fossero.
    La spiegazione è semplice ottimizzazione di tempi e risorse, facilitazione e velocizzazione di comunicazione, reperimento e scambio di risorse.
    Perché la stessa domanda potrebbe essere posta su una qualsiasi unità di misura.
    Perché 1m (un metro) è così lungo? perché è stato deciso che quella barra di ferro a quella temperatura era un metro e poteva essere divisa in 100cm e ogni centimetro in 10mm.

    Quindi, mi unisco a Domenico sulla riflessione a riguardo dell’omologazione e sul voler essere uguale agli altri solo perché, altrimenti, si viene considerati anomali o anormali.
    Ma mi stacco quando alla sua base vi è una motivazione logica e pensata, studiata e informata.
    E pongo quindi la riflessione, nuovamente, su:
    INFORMAZIONE!
    Internet ed i libri sono una grande risorsa anche per chi, come me, non fa della cultura la propria ragione di vita, il proprio lavoro o un proprio hobby.
    10 minuti in internet, informandosi su una data questione, leggendo le varie opinioni (per non essere di nuovo preda di “tizio e del suo dire”) non sono persi e non…
    …Uhm…
    …Sì, ti cambiano la vita, ma in meglio.
    E, sopratutto, evitano lo spargimento di cavolate, contribuendo al divulgarsi della cultura.

    Quindi: dico sì all’omologazione ponderata, informata, voluta sostenuta e seriamente motivata.

    Un saluto a tutti e un grazie a Domenico.
    Perchè? 😛
    Perché fa pensare e ragionare. XD

    Luca

  3. Come al solito Domenico, dai ottimi spunti per fermarsi e riflettere.
    Mentre leggevo di Luciano, pensavo a Gaia. Per lei le persone che si coprono il viso non ci sono. Quando disegno un personaggio senza occhi lei mi dice “mama il bimbo non c’è!”. Per nascondersi lei si porta le manine sul volto.
    Io non sono una psicologa infantile, ma credo che per i bambini, la persona sia il volto, e pertanto le cose che loro ritengono animate in qualche modo hanno un volto.
    Chi non ha mai visto un volto nella luna?
    Il sole non possiamo osservarlo direttamente, ma perchè non dovrebbe avere un volto? Almeno nella nostra fantasia.
    È anche vero che i bambini vivono d’imitazione, ma senza imitazione, come qualsiasi altro animale, non imparerebbero a vivere.
    Però il bimbo diventa uomo, e se avrà avuto la fortuna di avere accanto a se genitori o grandi uomini e donne, capaci di farlo ragionare, pensare e scegliere, avrà grandi possibilità di ricercare e trovare la consapevolezza di se stesso e la sua meravigliosa unicità.

  4. Interessante sì, perché trovo qualcuno che in qualche modo si avvicina a certe cose che ogni tanto mi domando… sarà perché da bimbo non disegnavo il volto alle cose, ma ho sempre cercato di replicare ciò che vedevo?
    Giusto l’altro giorno mi arrovellavo intorno al modo di concepire la nostra scansione temporale, sul perché non si usasse l’evento naturale e non una convenzione numerica che per altro non è esatta e costringe ad aggiustamenti… capisco anche la necessità di normare per razionalizzare… così come comprendo e sposo l’idea di informarsi… ma in questo caso rimane sempre il problema delle fonti, per me rimane sempre l’incognita: ma quello che leggo è giusto o anche questo è una cosa parziale e se così fosse come faccio a verificarlo?
    Secondo la logica verrebbe da dire, come Luca fa notare, di leggere più opinioni e così arrivi a una giusta media personale… ok. Vi faccio allora questo esempio, se nel 1400 uno avesse voluto farsi un’opinione sulla questione “la terra è piatta?” avrebbe con buona probabilità pensato che era piatta, dato che le massime fonti questo dicevano.
    Altro esempio, sto leggendo il libro di Augias-Pesce su Gesù e vengono fuori tante cose che in realtà dalla chiesa sono occultate o non dette (per altro mi leggerò la bibbia così ne imparerò di altre), io le do per buone, ma per arrivare a quei livelli dovrei diventare uno studioso come Pesce e andare ad attingere a fonti impensabili.
    Per non parlare poi di aspetti ancora più specifici, chi di voi è in grado di dire con certezza se una sigaretta o un cellulare provocano o no il cancro?
    Morale ritengo che l’informazione sia sempre parziale perché chi la scrive ci metterà sempre del suo e a certi livelli le fonti sono inverificabili, non è una scusa per non informarsi, ma a volte mi chiedo anche il senso di farlo.

  5. Mi permetto di segnalare questo nuovo e interessante blog: http://psicoevoluzione.wordpress.com/
    Spero di non aver disturbato. Grazie per l’ospitalità e buona continuazione.

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