Aoi Hana (“Sweet Blue Flowers”)

aoi hana

Ancora una volta mi trovo a recensire un anime che non vedremo in Italia.

Aoi Hana è una storia del genere shōjo-ai, ovvero sentimentale-emotivo tra due ragazze. La censura italiana giudicherebbe pericoloso, fuorviante e plagiante far vedere alla nostra gioventù un animazione nel quale si parla esplicitamente di amore lesbico. In giappone, invece, non solo questo genere di pubblicazioni (anche questo anime è una trasposizione fedele del relativo manga) sono molto apprezzate, ma hanno anche tutta una serie di sotto generi “Yuri” (il cui significato letterale è giglio ed è il modo con cui un giapponese chiama una lesbica):

1) shounen yuri” (scritto da uomini per uomini);
2)shoujo yuri” (scritto da donne per donne)
3)yuri” (scritto da lesbiche per lesbiche).

Ma tutti questi sottogeneri sono comunque sempre yuri. In definitiva, è yuri ogni storia con donne innamorate di (o che provano attrazione sessuale verso) altre donne.

Fatta questa premessa, parliamo dell’anime.
Aoi Hana si presenta come una storia molto dolce e romantica, mai volgare, sul filo emotivo dei sentimenti che le protagoniste provano, scoprono, vedono crescere e talvolta congelarsi nell’evolversi delle relazioni.
Ma soprattutto è una storia che racconta di amicizia e di accettazione. Un mondo ideale dove al massimo c’è sorpresa ma mai pregiudizio, con personaggi in bilico tra i classici stereotipi e una realistica espressione di vita quotidiana.

Cosa faresti se ti dicessi che mi sono innamorata di una ragazza e non di un ragazzo” chiede una delle studentesse alla sua amica.
Farei comunque il tifo per te” risponde l’altra.

Questo è il messaggio scritto tra le righe.

Tuttavia verrebbe da pensare che la società giapponese sotto questo aspetto sia decisamente più avanti della nostra.
Ebbene non è così. L’attrazione per persone dello stesso sesso, soprattutto nell’età adolescenziale è ritenuta naturale in Giappone, più che in Occidente. L’infatuazione, lo scambio di doni, il confondere l’ammirazione per una persona più grande che assume il ruolo di idolo per qualcosa di diverso, e per concludere addirittura baci (soprattutto fra le ragazze) e carezze sono considerate norma nella vita scolastica dei giapponesi.
Nell’età adulta però è considerato necessario e opportuno che ci si identifichi sessualmente e si prenda il proprio posto nella società, il che rende gli omosessuali oggetto di pregidiuzio e diffidenza proprio come in occidente.

Per chi volesse vedere gli 11 episodi:

http://www.jigoku.it/anime-streaming/aoi-hana/1349/episodio-1/#

Una Risposta

  1. […] Essere individualisti non è ben visto. In questo caso Takako Shimura, la mangaka creatrice di Aoi Hana, va ancora oltre, toccando temi non facili per la cultura orientale, ma a lei cari. Shuichi Nitori […]

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